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Turchia. L'esecutivo di Erdogan contro polizia e giudici: nuove rimozioni

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Turchia. L'esecutivo di Erdogan contro polizia e giudici: nuove rimozioni

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Nuovo giro di vite in Turchia per fermare le inchieste che mettono a rischio il governo islamico moderato del Premier Recep Tayyip Erdogan.

Nel corso di 24 ore altri 600 dipendenti delle forze di polizia tra Ankara, Istanbul e Smirne e 96 giudici e procuratori sono stati rimossi o assegnati a nuove funzioni.

Una misura che porta a oltre 2.000 il numero complessivo di dipendenti delle forze dell’ordine e del potere giudiziario finiti nel mirino dell’esecutivo dopo lo scandalo tangenti che ha visto coinvolti figli di ministri e alte personalità dell’Akp, il partito del Primo Ministro Erdogan.

Una nuova offensiva per blindare il governo di Ankara scattata all’indomani della visita a Bruxelles del Premier turco. Intanto non si è fermato in Parlamento l’esame del controverso disegno di legge che riforma il sistema giudiziario ed in particolare pone il Consiglio Supremo dei Giucidi e dei Procuratori sotto il diretto controllo dell’esecutivo.