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Tregua a Kiev. Negoziato fra governo e opposizione

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Tregua a Kiev. Negoziato fra governo e opposizione

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Ci sarebbero negoziati in corso, a Kiev, fra il governo e l’opposizione. Ecco perché, nel centro della capitale ucraina, la situazione appare calma.

La tregua potrebbe tenere anche perché è stata promessa una riunione straordinaria del Parlamento, la settimana prossima, per
discutere sulle eventuali dimissioni del governo e sull’altrettanto eventuale abrogazione
delle leggi anti-protesta che hanno causato gli scontri.

Ma i dimostranti sono pronti a tutto:

“Il potere vuole distruggere la libertà in questo paese. Ci vogliono ridurre in schiavitù, dobbiamo proteggerci”.

“La colpa di quanto sta accadendo è del governo, non nostra”.

“Temiamo che possa scoppiare una guerra civile, ma che altro possiamo fare?”

Fra i manifestanti c‘è anche un emigrante che è rientratrato precipitosamente dall’Italia:

“Sì, ho lasciato il mio lavoro e tutto il resto per venire in aiuto del mio paese”.

Varie personalità politiche europee hanno espresso solidarietà con chi protesta. Non lontano dalle barricate, il nostro corrispondente da Kiev Sergio Cantone ha trovato lo spagnolo Ramon Luis Valcarcel, presidente del Comitato europeo delle regioni:

“Il popolo ucraino è entrato in resistenza contro un governo autoritario che, come dicono i dimostranti, sembra essere nelle mani della mafia e del crimine. È questa la triste verità. Si tratta di un popolo che vuole far parte dell’Europa, che è pronto a morire per restare in Europa”.