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Davos: tra BRICS, MINT e leadership

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Davos: tra BRICS, MINT e leadership

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Isabelle Kumar, euronews:
“Negli ultimi anni le economie dei BRICS hanno conosciuto un gran clamore, che ora però sembra essere svanito. In questa puntata speciale dedicata al Forum economico di Davos rimetteremo i cosiddetti BRICS sotto i riflettori. Daremo uno sguardo alla loro robustezza, agli effetti del rallentamento economico e a chi potrebbe eventualmente prendere il loro posto”.

A lungo in prima linea nella crescita globale, le economie dei BRICS – Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa – hanno conosciuto nel 2013 un percorso piuttosto accidentato. Questo per loro potrebbe essere un altro anno complicato. A Davos si discute su chi saranno i giganti economici emergenti del 2014.

Sarah Chappell, euronews:
“Alcuni qui prevedono che nel 2014 i BRICS potrebbero iniziare a lasciare il posto a Paesi come Messico, Indonesia, Nigeria e Turchia. Conosciuti anche come MINT”.

Ma secondo il Fondo monetario internazionale l’acronimo non rende bene l’idea. In entrambi i gruppi, infatti, ci sono alcune economie decisamente fragili, come sostiene Zhu Min, consigliere speciale del direttore generale dell’FMI: “Sono i Paesi con grandi disavanzi delle partite correnti, che quindi dipendono troppo dai capitali esteri, e i Paesi con elevati tassi d’inflazione, le cui economie sono un po’ troppo calde. Per questi Paesi sarebbe molto importante utilizzare l’opportunità di realizzare riforme strutturali, di portare avanti le politiche di ricostruzione dello spazio fiscale e inasprire la politica monetaria”.

Brasile e India che fanno parte dei BRICS e Indonesia e Turchia dei MINT devono affrontare disavanzi importanti. Quindi, nonostante per il 2014 si preveda un miglioramento dell’economia globale, i pareri sui mercati emergenti sono divisi.

Isabelle Kumar, euronews:
“Il settore dell’auto viene visto come un indicatore chiave dello stato di salute dell’economia globale. Fondamentalmente, quando le cose vanno bene, le persone comprano auto. Per discutere di questo tema ho incontrato Carlos Ghosn, amministratore delegato e presidente di Renault Nissan. Carlos Ghosn grazie per essere con noi. Il suo impero si estende in tutto il mondo, quali saranno, a suo giudizio le aree in cui il mercato dell’auto crescerà di più in questo 2014?”

Carlos Ghosn:
“Senza dubbio la Cina.”

euronews:
“Voi approderete in Cina nel 2016. Le dispiace arrivare così tardi?”

Carlos Ghosn:
“Beh, siamo già in Cina. Nissan è già il maggior produttore Giapponese presente in Cina con circa il 7% del mercato e Renault ha annunciato che approderà in Cina. Abbiamo dunque familiarità con quel mercato e siamo molto ottimisti in merito alle prospettive del mercato cinese. L’impianto Renault inizierà la produzione nel 2016 e sarà questa la vera operazione. Pensiamo che Renault abbia il potenziale per raggiungere inizialmente almeno il 3,5 per cento della quota di mercato in Cina. Perché il 3.5%? Perché è la quota di mercato che Renault ha a livello mondiale”.

euronews:
“Siete preoccupati per il rallentamento in Cina?”

Carlos Ghosn:
“No, non tanto. E peraltro non lo vedo per il 2014. Credo che tutti gli anni da dieci anni a questa parte, ci sia stata preoccupazione per l’eventualità che la Cina l’anno dopo avrebbe rallentato. Ma non è mai accaduto. Credo che il potenziale del mercato cinese sia ancora enorme rispetto al nostro. Più del 90% delle persone che nel 2013 hanno comprato un’auto erano primi acquirenti. Il che significa che il mercato cinese è alimentato dalle persone che comprano un’auto per la prima volta”.

euronews:
“Lei pensa che la Cina faccia storia a sé? Perché noi parliamo di misure di austerity ma la Cina sembra per ora lontano da tutto questo”.

Carlos Ghosn:
“La Cina sta mantendendo alta la crescita media dei BRICS, perché ovviamente ha il tasso di crescita più elevato. Ma penso che in termini di investimenti in infrastrutture, di investimenti in istruzione – che sono le forze alla base della crescita economica – stiano facendo un lavoro superbo e penso che quel che Russia, Brasile e India stiano cercando di fare è rafforzare i loro investimenti in infrastrutture e formazione, al fine di raggiungere il livello di crescita di cui hanno bisogno o che hanno in potenza”.

euronews:
“Abbiamo parlato di Messico, Indonesia, Nigeria e Turchia. Cosa fa Renault Nissan in questi Paesi?”

Carlos Ghosn:
“Sta arrivando. In Messico Nissan è il produttore di auto numero uno. Renault sta vendendo, la Turchia per Renault è uno dei mercati più vasti. Abbiamo investimenti comuni in India nell’impianto di Chennai con 400.000 vetture l’anno e siamo molto interessati anche all’Africa. Quel che intendo è che non c‘è alcun Paese che trascuriamo. Riteniamo che molti Paesi e l’Africa soprattutto siano le nuove frontiere per l’industria automobilistica”.

euronews:
“E per quel che riguarda l’Europa?”

Carlos Ghosn:
“L’Europa dopo anni di declino, in cui i mercati sono calati di più del 25%, per la prima volta, mostra per il 2014, per la prima volta, una previsione positiva. Non è una percentuale di incremento notevole, dopo il 25% di calo, ma è comunque positivo vedere una ripresa dei mercati europei. Penso che l’Europa avrà una modalità di crescita lenta per l’industria automobilistica grazie alla ripresa della fiducia dei consumatori. Per cui sono cautamente ottimista sulle prospettive del mercato europeo, ma nulla avverrà velocemente. Per i prossimi due,tre anni non ci saranno cambiamenti significativi”.

euronews:
“E infine, qual è la sua previsione per il 2014? Cosa dovremo attenderci?”

Carlos Ghosn:
“Penso che sarà un anno di ripresa, è così che vorrei definirlo. Ripresa in Europa, ripresa in Giappone, la ripresa di alcuni dei mercati emergenti che nel 2013 non hanno avuto un grande anno, come Brasile, Russia e India, in cui il mercato dell’auto è calato. Ripresa negli Stati Uniti, dove il mercato dell’auto ha recuperato fino a raggiungere il livello precendente al 2013. È così che vorrei che il 2014 si caratterizzasse”.

Isabelle Kumar, euronews:
“Carlos Ghosn gode di ammirazione a livello mondiale per le sue capacità di leadership. Così abbiamo parlato con alcuni dei protagonisti qui a Davos per scoprire quali considerano gli elementi essenziali per la leadership del futuro”.

Sarah Chappell:
“Nel mondo del business globale post-crisi, è chiaro che le aziende debbano adattarsi e innovare per rimanere al vertice. Naturalmente, le persone che guidano queste imprese sono ai comandi. Ma i delegati presenti a Davos cosa pensano ci voglia per essere un leader nel 2014? Scopriamolo”.

“Capacità di collaborare, dice un uomo, perché le cose cambiano rapidamente”.

“Una visione ampia: è importante che le persone vedano il proprio giardino ma che guardino anche oltre la staccionata “.

“Agilità culturale, perché nel mondo di domani servirà essere in grado di confrontarsi con diverse culture”.

Jory Marino, amministratore delegato di Heidrick and Struggles – società di consulenza – sostiene che i migliori leader di domani dovranno avere una qualità in comune. La globalità: “Per noi è chiaro che essere un cittadino globale, essere in grado di operare senza problemi in molteplici culture ed essere efficace a ogni livello di organizzazione, sono le qualità di leadership chiave che cerchiamo”.

Ogni anno il World Economic Forum di Davos offre un’occasione di incontro unica per gli imprenditori e per i più giovani un’oportunità per mettersi in mostra e apprendere.

Isabelle Kumar, euronews:
“Nella prossima puntata daremo uno sguardo alle organizzazioni umanitarie presenti a Davos per ricordare ai più ricchi e ai più potenti che sono dei privilegiati e che potrebbero avere un impatto positivo nel mondo. Nel frattempo vi ricordiamo che i nostri reportage sono sul nostro sito euronews.com/Davos”.