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Ucraina: sit-in davanti a caserme Leopoli, non inviate soldati a Kiev

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Ucraina: sit-in davanti a caserme Leopoli, non inviate soldati a Kiev

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La crisi in Ucraina ha anche il volto delle mamme dei soldati di Leopoli. Sono tra le centinaia di persone che qui giorno e notte bloccano le uscite delle caserme per impedire ai militari di andare a Kiev.

Cercano di comunicare con messaggi scritti aspettando i figli sotto le finestre, è vietato infatti il contatto all’esterno.

I familiari hanno firmato una petizione per i capi militari e il presidente ucraino, chiedono di non intensificare le violenze inviando i soldati alle manifestazioni nella capitale.
“Mi hanno detto che un soldato è stato picchiato, all’esterno della caserma”, dice una mamma. “Gli aggressori lo chiamavano “titushko” (parola utilizzata per indicare i giovani sportivi pagati dal governo per attaccare i manifestanti). Sono preoccupata per mio figlio, ha 25 anni”.

La polizia ha aperto un’indagine, ma queste persone sono disposte a rischiare fino a tre anni di carcere, pena prevista per chi impedisce il movimento dei militari.

Mykhaylo Dubyak, euronews:
Le tragiche notizie arrivate da Kiev hanno mobilitato molte persone qui a Leopoli. Gli attivisti circondano e bloccano tre unità militari. Hanno ricevuto dalla caserma un messaggio su un foglietto di carta: “continuate a presidiare, restate, non andate via”.