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Kiev: cronaca del giorno più sanguinoso della protesta

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Kiev: cronaca del giorno più sanguinoso della protesta

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“Vogliamo vivere in un paese normale dove la legalità sia possibile. Non abbiamo paura per noi, ma non vogliamo un bagno di sangue”. A dirlo i capi dell’opposizione ucraina in un comizio improvvisato a Piazza Maidan nel centro di Kiev. Il comizio è seguito all’incontro dell’opposizione congiunta col presidente. Un incontro durato oltre tre ore che non sembra però, abbia portato a grandi risultati.

La notte della capitale intanto è rischiarata dai fuochi. Sono le centinaia di pneumatici bruciati dai manifestanti che protestano contro il presidente Viktor Yanukovitch in uno dei giorni più luttuosi per la protesta. Almeno due persone sono morte crivellate da colpi di arma da fuoco e l’opposizione ne ascrive la responsabilità alle forze dell’ordine. Le notizie però si inseguono ed è difficile verificarle. Altri due corpi sarebbero stati trovati con segni tangibili di torture sul corpo.

La notte scorsa di era parlato di una persona che era morta cadendo da una colonna antistante lo stadio Lobanovski, quello della locale compagine della Dinamo. Ma nel corso della giornata sembra che questo decesso sia stato smentito

Dura dal punto di vista diplomatico la reazione degli Stati Uniti che hanno sospeso la validità di visti già rilasciati dall’ambasciata americana a Kiev nei confronti di personaggi di spicco della nomenklatura ucraina. Intanto è scesa la notte e con essa il timore che ci sia il temuto attacco delle forze dell’ordine per liberare il centro di Kiev dai manifestanti con la violenza e con quegli stessi proiettili di gomma che sono stati sparati anche contro i giornalisti.