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Kiev: se la situazione in strada sembra calma, monta tensione diplomatica


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Kiev: se la situazione in strada sembra calma, monta tensione diplomatica

Anche la chiesa in Ucraina prova a calmare la situazione. Pope ortodossi si sono frapposti fra polizia e manifestanti per cercare di placare gli animi.

Animi che restano caldi soprattutto a livello diplomatico. Da Mosca il ministro degli esteri Lavrov carica a testa bassa e afferma che in nessun paese europeo sarebbero tollerati questi disordini giustificando le leggi speciali che il parlamento ha votato, in maniera rocambolesca e per alzata di mano, e che mandano in galera chi partecipi a manifestazioni non autorizzate.

Il presidente Yanukovitch in televisione si è mostrato dialogante nel ruolo di padre della patria, ma è difficile che la gente creda alle sue promesse e anche l’oppositrice in carcere, Yulia Timoshenko, ha gettato benzina sul fuoco attaccando il governo. E questo potrebbe legittimare le frange estreme.

Un manifestante dice: “Non vogliamo proteste violente, ma il governo ci costringe. È contro il popolo. Chiunque conosco supporta la protesta e nessuno vuole violenze”.

Ma le violenze sono state tali da giustificare il sospetto di provocatori in mezzo a una stragrande maggioranza di manifestanti pacifici. Forse anche questo ha spinto le autorità, sospettate di avere infiltrati al soldo, a effettuare retate contro sospetti vandali.

  • Ukraine: stand-off

    21/01/2014-Anadolu agency

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