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Kiev: capitale devastata. Estremisti prendono in ostaggio la protesta

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Kiev: capitale devastata. Estremisti prendono in ostaggio la protesta

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Nelle ore in cui il presidente ucraino Viktor Ianukovitch si dice pronto a discutere con l’opposizione, la città è messa a ferro e fuoco da violentissimi faccia a faccia fra la polizia e le frange più estreme dei manifestanti pro-Europa.

Gli scontri più duri nei pressi dello stadio. Oltre un centinaio i feriti. Decine gli arresti della polizia. L’unica cosa che sembra però unire le frange più violente dei manifestanti e la stragrande maggioranza di chi è sceso in strada in maniera pacifica, è la totale sfiducia nella politica. Persino i leader dell’opposizione sono spesso fischiati quando parlano. Vitali Klitschko è stato letteralmente innaffiato con un idrante da una persona mentre stava arringando la folla e non si tratta solo di provocatori.

Andriy Kliyuyev, la persona incaricata di gestire le discussioni con l’opposizione, è lo stesso che è stato accusato di innumerevoli frodi alle scorse elezioni politiche.

Reparti antisommossa continuano ad arrivare da tutto il Paese mentre i dimostranti si sono organizzati con volontari per curare i feriti degli scontri.

Questa mattina il centro di Kiev appariva come un campo di battaglia con il fumo che si levava dagli incendi domati, ma in una situazione ancora tesa come afferma il nostro corrispondente: “Gli scontri sono continuati tutta la notte a colpi di molotov, flash bombs e lacrimogeni. Le frange più radicali dei manifestanti non sono pronti a gettare la spugna. Si aspetta l’attacco finale ma questo lunedì ci si attende anche qualche apertura per la situazione politica e l’attività diplomatica”.