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Giappone: come ogni anno la mattanza dei delfini

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Giappone: come ogni anno la mattanza dei delfini

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Con crudele meticolosità anche quest’anno in Giappone si tiene il massacro di delfini. Una tradizione denunciata anni fa in un documentario, the Cove, in cui si mostrava per la prima volta la mattanza di centinaia di delfini nella baia di Teiji.

Centinaia gli esemplari uccisi in modo molto doloroso per gli animali che, secondo etologi, sono i più simili all’essere umano.

Spiega un’attivista: “La tecnica con cui questi animali vegono uccise consiste in un colpo alla colonna vertebrale che li lascia paralizzati, ma liberi di dissanguarsi fra atroci differenze che possono durare fino a mezz’ora”.

A denunciare da quest’anno il massacro, tra gli altri, il neo ambasciatore statunitense a Tokyo, Caroline Kennedy, figlia dell’ex presidente Jfk, ma il governo nipponico difende le proprie tradizioni: “È una nostra tradizione che seguiamo in rispetto della legge. Inoltre i delfini non rientrano nelle competenze della commissione che si occupa dei cetacei e ogni nazione può sfruttare questa risorsa come meglio crede”. “Sfruttare questa risorsa”, come la chiama il rappresentante nipponico, non è però un fatto apprezzato nemmeno dai cittadini giapponesi. Le denunce degli animalisti vengono ostacolate di continuo e la carne di delfino spesso è etichettata come carne di balena, ma siamo ancora assai lontani da una vera moratoria.