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Libano: via al processo Hariri, il figlio: "non vogliamo vendetta"

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Libano: via al processo Hariri, il figlio: "non vogliamo vendetta"

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In assenza degli imputati, si è aperto nella periferia dell’Aja il processo per la stagione degli attentati in Libano, che culminò con l’assassinio dell’ex premier Rafik Hariri, il 13 gennaio 2005.

“Il processo proseguirà come se gli imputati fossero presenti e si fossero dichiarati non colpevoli”, ha detto il giudice David Re, cui ha fatto seguito l’esposizione del procuratore, Norman Farrell.

All’udienza ha assistito anche Saad Hariri, il figlio dell’ex premier assassinato: “non vogliamo vendette – ha detto – fino a prova contraria sono innocenti”. Ma ha poi aggiunto: “proteggere gli imputati di un crimine come l’assassinio di Rafik Hariri e delle altre vittime, non consegnarli alla giustizia, è un crimine ulteriore”.

Gli accusati sono tutti membri di Hezbollah: il movimento sciita ha sempre negato il proprio coinvolgimento nella strage e non riconosce l’autorità del Tribunale Speciale voluto dalle Nazioni Unite, ritenendolo uno strumento politico americano ed israeliano.