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Libano, processo Hariri: una verità difficile

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Libano, processo Hariri: una verità difficile

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Dovrà far luce sull’attentato dinamitardo dell’ex premier libanese Rafiq Hariri il processo che si è aperto all’Aja, a nove anni dal suo assassinio. Sul banco degli imputati ci sono quattro militanti del partito sciita libanese Hezbollah, che non si presenteranno al dibattimento. Nove i capi d’accusa che vanno dalla cospirazione all’omicidio. Rafiq Hariri, ex imprenditore, ha guidato la ricostruzione del Libano distrutto dalla guerra civile. Primo ministro dal 1992 al 1998, e poi di nuovo nel 2000, Hariri ha propugnato l’allontanamento del Paese dall’influenza della Siria e si è dimesso nel 2004 denunciando le ingerenze siriane.

Era il 14 febbraio 2005 quando Rafiq Hariri fu ucciso a Beirut dall’esplosione di un’autobomba che causò altri 22 morti. L’omicidio dell’ex premier ha spinto l’Onu a creare nel 2007 il Tribunale speciale per il Libano (Tsl), incaricato di indagare sull’attentato. L’assassinio di Hariri ha portato il Paese verso una profonda trasformazione politica. Una rivolta popolare conosciuta come ‘‘Rivoluzione dei cedri’‘ ha chiesto e ottenuto l’uscita dal Libano delle forze siriane. Nel settembre 2004 una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite aveva stabilito il ritiro delle truppe di Damasco oltre al disarmo e allo scioglimento delle milizie di Ḥezbollah. Dopo 29 anni di occupazione, la Siria ha lasciato il Libano. Era il 23 aprile 2005 quando i militari siriani marciavano verso Damasco.

Il conflitto siriano si è esteso sul Libano con i sunniti libanesi dalla parte dei ribelli ed Hezbollah che ha inviato i combattenti in Siria accanto alle truppe di Assad. Gli attentati si succedono. Il 27 dicembre scorso un’autobomba nel centro di Beirut ha ucciso sette persone tra cui l’ex ministro libanese delle finanze Mohammed Shattah, esponente della coalizione antisiriana ‘‘14 marzo’‘ ostile agli Hezbollah.

“Non credo, purtroppo, che la Corte, anche se emetterà un verdetto chiaro, riuscirà a fermare gli omicidi di matrice politica, perché vanno avanti da decenni e continueranno a esserci’‘ – dice Rami Khouri, analista politico. ‘‘La vera questione e se la Corte aiuterà le autorità libanesi, le autorità politiche e di polizia, ad avere una maggiore capacità e volontà per affrontare veramente questi problemi dall’interno.”

Sarà difficile accertare la verità per il Tribunale speciale per il Libano accusato di non essere neutrale dal gruppo sciita. Hezbollah si è rifiutato di consegnare i suoi uomini respingendo ogni accusa in relazione all’attentato del 14 febbraio 2005.