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Referendum in Egitto. Urne chiuse. Migliaia in piazza a favore del Ministro della Difesa

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Referendum in Egitto. Urne chiuse. Migliaia in piazza a favore del Ministro della Difesa

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Urne chiuse nel secondo e ultimo giorno di consultazioni per il referendum costituzionale in Egitto tra imponenti misure di sicurezza al Cairo e a Suez dopo gli incidenti che hanno causato la morte di almeno 11 manifestanti. Centinaia le persone fermate. In tutto il Paese sono stati schierati 200mila poliziotti e 160mila soldati.

Nella capitale, dove l’affluenza ai seggi è stata abbastanza elevata, migliaia di persone, tra cui moltissime donne, sono scese in piazza con i manifesti di Abdel Fattah al-Sisi, il ministro della Difesa. ll voto è considerato anche un test per il capo delle Forze armate, il generale protagonista lo scorso luglio della destituzione di Morsi. C‘è chi lo vede come un eroe nazionale, l’oppositore dei Fratelli Musulmani, c‘è invece chi lo considera come un fallimento, la causa di nuove tensioni interne.

“Fattah al-Sisi, dice una manifestante, è un uomo che lotta per i diritti delle donne, per i lavoratori e le lavoratrici. Si batte anche per i pensionati e gli anziani, per leggi eque e giuste.”

In molte parti si sono registrate anche manifestazioni pro-Morsi, subito disperse dalla polizia. Quello che si vede, come fa notare il nostro corrispondente al Cairo, è un Egitto diviso tra i sostenitori della Costituzione, vista come un possibile nuovo inizio per il Paese e chi invece è contro perché la ritiene un controllo militare sulla vita politica. Nel mezzo c‘è chi ha deciso di puntare sul malcontento e sulla situazione interna, sempre molto tesa.