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Hollande non risponde su Julie e parla di crescita e lavoro

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Hollande non risponde su Julie e parla di crescita e lavoro

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Tutti lo aspettavano al varco. Per i più critici l’intervento del Presidente francese François Hollande è stato una delusione. Per i detrattori ha eluso la questione cruciale dello scandalo rosa in cui si è cacciato. Ma una cosa è certa: il Capo di Stato socialista è riuscito per ora ad archiviare la faccenda.

“Mi attengo ad un principio” ha detto. “Le questioni private si affrontano in privato, nell’intimità e nel rispetto di ciascuno. Questo non è dunque nè il luogo nè il momento per parlarne” ha detto Hollande rispondendo alla prima domanda dopo la fine del suo discorso, quella sulla crisi con la première dame e la sua nuova relazione.

Ha però promesso un chiarimento prima della visita a Washington del prossimo 11 febbraio. Risultato oggettivo: l’attenzione è passata dalle magagne sentimentali ad economia, riduzione del debito, rilancio della crescita che in Francia quest’anno sfiorerà a fatica l’1%.

“La sfida nel 2014 non è soltanto che la Francia ritrovi la sua crescita, va da sè. La sfida è che questa crescita sia la più forte possibile. E non l’otterremo che con il contributo collettivo ed in primo luogo delle imprese” ha affermato Hollande.

Fulcro dell’agenda del Presidente il cosiddetto patto di responsabilità: alleggerire il costo del lavoro per le aziende che in contropartita dovranno impegnarsi per una crescita dell’impiego. Resta da vedere quali saranno le modalità specifiche per trovare i 50 miliardi di cui Hollande stesso ha parlato per il 2015/2017.