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Egitto, seconda e ultima giornata di voto sotto tensione

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Egitto, seconda e ultima giornata di voto sotto tensione

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Mostrano le dita macchiate di inchiostro, segno del passaggio ai seggi elettorali. Per l’Egitto questa è la seconda e ultima giornata di referendum su una nuova costituzione.

Il testo segnala il ritorno a un approccio più laico, ma è anche un passo indietro rispetto al tentativo di limitare lo strapotere delle forze armate.

Una vittoria del Si, pressoché scontata, consentirà al generale Al Sisi, nuovo uomo forte dell’Egitto, di presentarsi alle prossime elezioni presidenziali e legittimare il potere conquistato con il colpo di Stato del 3 luglio scorso.

L’imponente apparato di sicurezza messo in campo dal ministero dell’Interno, con 160mila soldati e 200mila agenti di polizia, non ha tuttavia impedito disordini.

Ieri, nella città di Sohag, 450 chilometri a sud del Cairo, quattro persone sono rimaste uccise in uno scontro a fuoco. Una decina le vittime di violenze in tutto il paese.

Martedì mattina, prima dell’apertura dei seggi, una bomba di bassa intensità era esplosa davanti a un tribunale della capitale, senza provocare feriti.