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Settimana della moda a Milano, in passerella surfisti e rockstar

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Settimana della moda a Milano, in passerella surfisti e rockstar

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Promessa delle collezioni maschili autunno-inverno è “evasione”. Parola di Missoni, che, nella seconda giornata della settimana della moda di Milano, porta in passerella le onde della California.

“L’uomo di questa sfilata è ispirato a quei giovani surfisti che vivono in contesti urbani, in grandi città, ma che scappano la mattina presto, all’alba, per aspettare l’onda perfetta e poi tornare a lavorare in città”, spiega Angela Missoni.

L’uomo di Missoni si presenta così preparato per un “mercoledì da leoni” nonostante le rigide temperature: sandali di lana intrecciata, pantaloni larghi e maglione pesante, e colori che sembrano sbiaditi dal sole.

Per chi, poi, deve presentarsi in ufficio, ecco che, sopra la classica felpa con il cappuccio striata da disegni chevron o il golf a girocollo, compare una giacca lavorata a maglia, un giubbotto o un cappotto.

Per un look che, seppur rilassato, può andare bene anche nell’ambiente di lavoro. Uno stile moderno, ma allo stesso tempo caloroso e sensuale.

Più che una sfilata di moda era uno spettacolo teatrale quello messo in atto, nella stessa giornata, da Miuccia Prada.

Su una passerella rialzata come un palco, con il pubblico infossato nella buca dell’orchestra, sfilano abiti che esprimono individualità, solitudine e introversione.

Dimenticate le atmosfere della cultura pop e gli appariscenti set industriali delle scorse stagioni: Prada mette in scena colori duri e materiali leggeri, tuniche e pellicce per le donne, e una sciarpa al posto della cravatta per gli uomini.

Il tutto accompagnato da musiche a fiati che accompagnano lo spettatore in una rivisitazione del teatro d’avanguardia di fine anni settanta.

Cinquanta sfumature di nero, infine, per John Richmond, che ha deciso di colorare di scuro quasi tutti i capi della sfilata dedicata a Lou Reed e allo stile dei Velvet Underground.

Una collezione che è davvero un inno alla musica rock sperimentale del compianto artista: bomber di pelle che alternano il bianco al nero, motivi gotici come angeli e demoni, giacche trapuntate, felpe con effetti optical e abiti sartoriali a strisce e a quadretti.

Molto è fatto a mano e viene dalla scuola-laboratorio aperta nella fabbrica di Forlì: “La collezione che vedete quest’anno è imperniata su molteplici sfumature di nero, molto nero”, racconta. “Ma il lavoro si è focalizzato su tutto ciò che è fatto a mano, alla ricerca di nuove tecniche”.

Un successo per lo stilista britannico, che a fine spettacolo ha incassato l’applauso del pubblico con in braccio il figlio di tre anni di nome Lou, chiamato così proprio in onore del musicista.