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Golden Globe alla "Grande bellezza". Presagio da Oscar?

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Golden Globe alla "Grande bellezza". Presagio da Oscar?

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“La grande bellezza” riporta il Golden Globe in Italia dopo quasi 25 anni e si accredita tra i finalisti per gli Oscar.

Premiato come miglior film straniero, il viaggio felliniano in una Roma decadente che Paolo Sorrentino ha affidato al solito Toni Servillo ripete un exploit che l’Italia attendeva dal successo che nel 1990 spianò a “Nuovo Cinema Paradiso” di Tornatore la strada per l’Oscar.

Uno solo, ma pesante, il Globo d’oro portato a casa dal britannico Steve McQueen, già autore degli acclamati “Hunger” e “Shame”.

Ispirato alla vera storia di un nero, rapito e costretto a lavorare in una piantagione di cotone della Louisiana di metà dell’ottocento, il suo “12 anni schiavo” con Chiwetel Ejiofor e il suo attore feticcio, Michael Fassbender, si impone come miglior film drammatico.

Mattatore della serata è però “American Hustle – L’apparenza inganna”, che nella categoria commedia o film musicale viene premiato come miglior pellicola e per le interpretazioni di Amy Adams e Jennifer Lawrence, rispettivamente come attrice protagonista e non protagonista.

Sul fronte maschile, a imporsi sono invece Leonardo Di Caprio per il suo ritorno con Scorsese in “The Wolf of Wall Street” e il già premiato a Roma, Matthew McConaughey, per il drammatico “Dallas Buyers Club”.