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Sharon: ex portavoce "comprese la necessità di vincere la battaglia per la pace"

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Sharon: ex portavoce "comprese la necessità di vincere la battaglia per la pace"

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Il mondo ricorda il controverso leader politico. Per parlare dell’uomo Ariel Sharon, il giornalista di euronews, Luis Carballo, ha intervistato il suo ex portavoce, Avi Pazner, già ambasciatore di Israele in Italia e Francia.

Luis Carballo, euronews: In che modo le decisioni di Sharon hanno influito su Israele?

Avi Pazner: La storia di Ariel Sharon segue parallelamente quella dello stato di Israele. All’inizio, negli anni ’50, ’60 e ’70, ci furono le battaglie militari per garantire l’esistenza dello Stato di Israele. Sharon fu colui che diede la svolta durante la guerra del 73, quella dello Yom Kippur, quando riuscì ad attraversare il canale di Suez.

Poi, quando è entrato in politica, ha capito piano piano che non era sufficiente vincere sul campo di battaglia, bisognava vincere anche la battaglia per la pace. E come are sua abitudine, fece un grande gesto verso i palestinesi e verso tutto il mondo arabo: decise di ritirarsi dalla striscia di Gaza. Purtroppo non poté proseguire nel suo piano perché fu colpito dall’ictus e pochi mesi dopo si ammalò. Ma la sua eredità è unica: la determinazione a vincere nei periodi di guerra e la determinazione a prendere decisioni difficili in periodi di pace. Questo è Ariel Sharon.

euronews: In due parole, molto rapidamente: come lo ricorderà?

Avi Pazner: Prima di tutto lo ricordo come un grande uomo e come un amico. Un grande uomo, perché si deve essere fortunati a poter lavorare con persone così, come Ariel Sharon. E come amico, perché anche se non appariva in questo modo, era molto sensibile, molto cordiale e premuroso. Ho avuto il piacere di lavorare con lui ogni giorno e porto dentro di me una grande ammirazione.