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Sharon: l'uomo della sicurezza

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Sharon: l'uomo della sicurezza

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Oscar Valero, euronews:

“Siamo in collegamento con Gerusalemme dove c‘è l’inviato speciale di euronews Luis Carballo. Il primo giudizio in Israele sulla figura di Ariel Sharon è, in modo unanime, positivo. Che aria si respira lì, a poche ore dai funerali?”

Luis Carballo, euronews:

“Qui si nota molto l’accresciuta sicurezza. Tutte le strade per accedere alla Knesset (il parlamento israeliano) sono chiuse, c‘è molta più polizia, si nota più traffico del solito, si vedono tante persone che si stanno dirigendo verso la Knesset per rendere omaggio ad Ariel Sharon. Però direi che non c‘è un’emozione collettiva come quello che suscitò la morte di Yitzhak Rabin, due anni dopo gli accordi di Oslo. Certo, in questo caso le condizioni non sono le stesse: Sharon è rimasto per otto anni in coma e si è tornati a parlare di lui dallo scorso primo gennaio, con la notizia del deterioramento della sua salute. Ma va anche detto che il profilo non è lo stesso. Sharon non era un uomo di consenso, ma un personaggio che divideva, con molti alti e bassi nella sua carriera sia militare che politica. Ma da quando è stato reso pubblico il deterioramento della sua salute e da quando è stata annunciata la sua morte, le critiche che gli venivano rivolte sia quando era premier che quando era militare, sembrano essersi dissolte”.

euronews:

“C‘è qualcuno a raccogliere l’eredità politica di Ariel Sharon, c‘è un politico o un partito che condividono la sua visione su Israele e Medioriente?”

Luis Carballo:

“Siamo riusciti a parlare con Renan Gissin, suo portavoce e consigliere per più di 15 anni e ci ha detto chiaramente che secondo lui, che conosceva molto bene Sharon, oggi non c‘è nessuno che abbia il coraggio politico di fare quel che fece Sharon.
Occorre ricordare che Sharon quando parlava ai coloni, diceva loro una frase diventata mitica: di correre per le colline della Cisgiordania e di prenderle tutte. Risulta paradossale che quello stesso uomo, quando nel 2001 divenne primo ministro, quattro anni dopo nel 2005 ordinò la ritirata dalla Gaza, la soppressione di undici insediamenti a Gaza. Questo, per il movimento dei coloni, che anni prima era stato guidato con energia da Sharon, è stato vissuto come un tradimento all’interno del suo partito”.

euronews:

“Sharon andrà a occupare un posto importante nel Pantheon dei politici israeliani?”

Luis Carballo:

“Questo lo dirà la storia. Però c‘è una cosa che qui in Israele, dove il concetto di sicurezza è onnipresente, sembra chiara. Ogni governo che vuole avere una continuità e un sostegno popolare deve garantire la sicurezza e Sharon incarnava alla perfezione la sicurezza. Possono esserci altre cos e collaterali, possono esserci concessioni in termini di numero di insediamenti, ma la sicurezza deve sempre essere garantita e Sharon rappresentava esattamente questo concetto”.