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Falluja, prove di normalità

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Falluja, prove di normalità

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Falluja sembra ritornare alla normalità. Il mercato è vivace, i negozi a poco a poco stanno riaprendo, anche il prezzo del cherosene è dimezzato rispetto a due giorni fa.

Un’immagine diversa da quella della settimana scora quando la città, nella violenta pronvicia di Anbar era caduta in mano alle milizie di Al Quaeda dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (ISIL).

A calmare il clima un accordo con Il premier sciita Nouriki Al- Maliki per tenere le truppe fuori dalla città.

“La situazione è buona, il mercato è tranquillo, tutti i negozi sono aperti e chiediamo alle famiglie che hanno abbandonato Falluja di ritornare”, dice un residente.

Secondo le Nazioni Unite l’intera provincia di Anbar ha visto un esodo di 11 mila famiglie, fuggite dagli scontri tra i miliziani di Al Quaeda e le forze del governo Al-Maliki.

“ Le forze armate bombardano in modo indiscriminato, colpendo anche aree residenziali della città dove non sono presenti le milizie di Al Qaeda – dice un residente di Falluja – Le bombe cadono su civili innocenti, le famiglie non se la sentono di restare nelle loro case e decidono di scappare.”
 
Trecento mila persone che hanno lasiato Falluja si sono rifugiate nella nella tranquilla cittadina kurda di Arbil, lontana 300 km da Ramadi e Baghdad che invece, solo giovedi’, sono state colpite da altri due sanguinosi attentati terroristici.