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Bce, tassi fermi. Draghi: pericolo bassa inflazione, la crisi non è finita

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Bce, tassi fermi. Draghi: pericolo bassa inflazione, la crisi non è finita

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L’anno nuovo della Banca centrale europea comincia esattamente com’era finito il vecchio: con tassi di interesse fermi ai minimi storici (quello principale allo 0,25%, quello marginale allo 0,75% e quello sui depositi overnight a zero).

A cambiare, però, è la retorica di Mario Draghi: pur attribuendo il calo di dicembre a bizzarrìe statistiche, il rischio di inflazione bassa per un periodo prolungato è reale.

Nessun pericolo deflazione, ha rassicurato, ma rimaniamo pronti ad intervenire con ogni mezzo.

“La ripresa c‘è, ma è debole, modesta”, ha detto il presidente della Banca centrale europea. “E, come ho detto molte volte, è fragile. Il che significa che ci sono numerosi rischi, finanziari, economici, geopolitici e persino politici, che potrebbero minare facilmente questa ripresa”.

Presto per cantare vittoria, visti i livelli di disoccupazione. Ma dalle esportazioni si sta passando a una rinascita dei consumi, segno di un miglioramento delle prospettive già anticipato dai mercati finanziari.

“La fiducia sta gradualmente tornando”, ha aggiunto. “Questo è dovuto certamente all’azione della BCE, ma anche, in modo ugualmente importante, all’azione dei governi, sia in termini di consolidamento fiscale, ma anche, specialmente in alcuni Paesi quelli che oggi stanno osservando i maggiori benefici, in termini di messa in campo delle riforme strutturali necessarie”.

La politica monetaria, seppur in maniera lenta, è finalmente riuscita a filtrare, ha detto Draghi commentando i miglioramenti osservati sui mercati dei debiti sovrani.

Proprio questo giovedì gli investitori sono tornati a fare incetta di bonos alle aste del Tesoro spagnolo, spingendo i rendimenti ai minimi da quattro anni.

Una dinamica che sta divampando in tutte le economie periferiche: dopo l’uscita trionfale dell’Irlanda dal pacchetto di salvataggio internazionale, i mercati ora guardano al Portogallo, il prossimo in dirittura d’arrivo.

Lisbona ha provato a tastare il terreno vendendo, tramite le banche, titoli quinquennali. Risultato: domanda cinque volte l’offerta e premio di rischio del decennale in netto calo.