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Taiwan spera in un accordo di libero scambio con l'UE

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Taiwan spera in un accordo di libero scambio con l'UE

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Taiwan vuole rafforzare le relazioni economiche con l’Unione europea, ma pesa la questione politica. Malgrado le relazioni bilaterali con Pechino siano migliorate, la Cina non riconosce l’indipendenza di Taipei. Taiwan è ancora riconosciuto solo da 23 stati al mondo, ma è diventato membro a pieno titolo dell’organizzazione mondiale del commercio.

E’ un paese piccolo e isolato diplomaticamente, e senza risorse naturali, ma è diventato in poco tempo uno dei leader mondiali delle tecnologie dell’informatica.

Visitiamo la Silicon valley di Taiwan, il parco scientifico di Hsinchu, dove nasce il miracolo di qusta tigre asiatica. Fondato negli anni 80, il polo tecnologico di Hsinchu ospita oltre 400 società, università, e spin-off, specializzate nella produzione di circuiti elettronici per computer e nelle nanotecnologie. Taiwan domina il mercato dei semiconduttori. Si calcola che le società taiwanesi contribuiscano alla produzione dell’80% dei computer portatili a livello mondiale.

Per Frank Chen, il direttore generale dell’istituto nazionale di ricerca industriale lo stretto raporto tra università e industria è la chiave del successo: “Nonostante sia un piccolo paese, a Taiwan abbbiamo molti poli industriali. Possiamo andare in uno di questi centri ed avere subito un prototipo”

Nel 2012 Taiwan è stato il ventitresimo partner commerciale per l’Unione europea, l’Europa importa essenzialmente parti elettroniche ed esporta macchinari e prodotti chimici. Ma ora Taiwan preme perché l’Unione europea stringa un accordo di libero scambio con Taipei, come quello che l’Europa ha siglato con la Corea del Sud, grande concorrente di Taiwan.

L’Unione europea è oggi il principale investitore estero a Taiwan. La società belga Imec, una società leader nelle nanotecnologie, ha deciso di aprire una filiale a Taipei per rafforzare i legami con l’industria e la comunità scientifica locale. Spiega Luc Van den Hove, presidente di Imec: “Poiché aumentano i rischi legati gli alti costi nello sviluppo delle tecnologie del futuro, diventa molto importante per le società informatiche poter contare su partner esterni e condividere i rischi”

Ma non solo prodotti informatici a Taiwan, andiamo a visitare una distilleria di whiski, che in un test alla cieca organizzato quasi per gioco da alcuni esperti in Scozia ha battuto persino alcuni dei piu’ blasonati whiski scozzesi.

Ad un’ora dalla capitale, immersa nel verde, ecco spuntare la distilleria Kavalan, che sfrutta il clima tropicale per far invecchiare il suo whiski a tempo di record. Il malto viene dalla Germania, la tecnologia viene dalla Scozia, ma i taiwanesi hanno imparato in fretta ed in soli 5 anni hanno conquistato 60 premi internazionali ed ora vendono in tutta l’ Europa occidentale

Ian Chang, Direttore della divisione internazionale di Kavalan:“Non abbiamo avuto particolare problemi nel fare affari con l’Europa. ma naturalmente se l’Unione europea potesse abbassare le tasse doganali, i nostri prodotti diventerebbero piu’ competitivi nel mercato europeo”

I prodotti europei invece devono superare spesso barriere non tariffarie e doppi controlli per entrare a Taiwan. La Camera di commercio europea che rappresenta circa 400 società europee con interessi a Taiwan preme per una vera liberazzazione, che dovrebbe portare ad aumento di 12 miliardi di euro nelle esportazioni europee. Ma non solo, spiega il presidente della Camera di Commercio europea Giuseppe Izzo: “Aprire gli scambi commerciali comporterebbe sicuramente degli investimenti maggiori dei taiwanesi in Europa con conseguente aumento della occupazione, questo potrebbe essere un vantaggio chiaro ed immediato”

La Commissione europea temporeggia, afferma di non temere le pressioni di Pechino ma di portare avanti il dialogo. I recenti accordi commerciali tra la Cina e Taiwan potrebbero aprire ora nuove scenari e permettere agli europei di rafforzare la loro presenza nella regione senza imbarazzanti tensioni diplomatiche.