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Turchia, epurati 350 poliziotti che indagavano sullo scandalo corruzione

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Turchia, epurati 350 poliziotti che indagavano sullo scandalo corruzione

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Licenziati o assegnati a dirigere il traffico. E’ accaduto a 350 membri delle forze di polizia di Ankara, ultime vittime sacrificali di quella che in Turchia si profila sempre di più come una resa dei conti tra il governo del premier Erdogan e altri apparati delle istituzioni dello Stato.

Oggetto del provvedimento, anche i capi delle divisioni che indagano su reati finanziari, pirateria informatica e criminalità organizzata.

Lo scontro istituzionale che sta destabilizzando il paese è scoppiato il 17 dicembre scorso, con l’arresto per corruzione di diversi uomini d’affari vicini al governo, compresi i figli di tre ministri.

Erdogan ha gridato al complotto, accusando l’impero mediatico che fa capo al predicatore Fetullah Gulen, residente negli Stati Uniti, di manipolare la giustizia. Ma il premier cerca anche il sostegno delle forze armate, finora rimaste a guardare.

Il corrispondente di euronews, Bora Bayraktar, afferma che il rimpasto ai vertici della polizia ha messo in discussione l’intero sistema giudiziario: “Il governo è convinto che ci sia un potere deviato all’interno delle forze dell’ordine ed è determinato a batterlo. Per riuscirci, sarebbe anche disposto a venire a patti con l’esercito, un tempo suo avversario e ora indebolito da due grandi processi”.