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Spagna: i guai della casa reale

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Spagna: i guai della casa reale

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Il nuovo anno in Spagna è iniziato con i tradizionali auguri del re all’esercito.
Si è trattato della prima cerimonia ufficiale cui il monarca ha partecipato dopo l’operazione all’anca lo scorso 21 novembre.
Juan Carlos, 76 anni la scorsa domenica, è apparso stanco, con fatica ha terminato il discorso.

Le cattive notizie non sembrano dargli tregua, il tasso di gradimento nei sui confronti è ai minimi storici, il 62% degli spagnoli spera nella sua abdicazione.

E da ultimo la storia della figlia, che stando al portavoce della casa reale, prolunga il martirio della famiglia reale.
L’infanta Cristina di Borbone, sua primogenita, coinvolta in uno scandalo di frode fiscale e riciclaggio.

È la seconda volta che il giudice José Castro la cita in giudizio. La prima volta nell’aprile scorso.

Ma la citazione fu sospesa subito dopo perché la procura anticorruzione fece ricorso.

L’inchiesta ipotizza malversazione e appropriazione indebita di oltre 6 milioni di euro pubblici concessi alla Fondazione presieduta dal marito dell’infanta Cristina, l’ex campione olimpionico di pallamano Inaki Urdangarin, principale indagato con il socio Diego Torres.

Il denaro sarebbe passato, attraverso l’istituto Noos, società senza scopo di lucro presieduta da Inaki Urdangarin, alla società di famiglia Aizoon.

A Palma di Majorca, il giornalista Andreu Manresa ha seguito tutto l’affare.

“L’infanta Cristina è coproprietaria della società Aizoon, in cui il marito si è personalmente occupato di incassi e pagamenti per cui è accusato di frode fiscale”.

È su questo che il giudice Castro, magistrato ostinato, vuole interrogare l’infanta Cristina, il prossimo 8 marzo. In nove mesi, il magistrato ha ripercorso i movimenti della donna. E dice di avere le prove di cui aveva bisogno.

Per capire meglio quali siano le implicazioni della notizia in Spagna ci siamo collegati con Madrid per parlare con Fernando Vallespin, analista politico.

Euronews: Signor Vallespin, la decisione del gudice di citare l’infanta Cristina conferma che la giustizia è uguale per tutti in Spagna? Incluso per la famiglia reale? La procura ha cercato in tutti i modi di impedire che l’infanta venisse citata..

- Vallespín: sì, credo che il risultato dimostri effettivamente che la giustizia è uguale per tutti.
Senza dubbio un cittadino normale non avrebbe ottenuto lo stesso dinamismo da parte della procura, però credo anche che la giustizia, di fronte a una situaizone in cui è coinvolta una persona di questo calibro, tenti di essere più prudente. Comunque il giudice sta dimostrando una sorprendente autonomia in questo caso.

Mi sembra che sia molto importante mostrare tutte le carte all’opinione pubblica. L’opinione pubblica sta seguendo con molto interesse il caso e lo stesso fa la casa reale, che davvero vuole e ha bisogno di trasparenza in ogni fase di questo caso.

- Euronews: La Corona è convinta di vivere un martirio. Quali implicazioni crede che questo caso possa avere sul Re, la cui immagine è indebolita a causa delle precarie condizioni di salute ma anche degli scandali sulle battute di caccia di elefanti o le presunte infedeltà.

- Vallespín: E’ il maggior scandalo della Casa reale per molte ragioni. Una di queste è che il fondamento di questa istituzione si basa sull’esemplarità e sul simbolismo associato a una figura che deve stare al di là del bene e del male.
La Casa Reale spera che ci sia una sentenza finale e decisiva per poter passare oltre. Perché più emergono dettagli sul caso, più si erode l’immagine di questa istituzione, indebolita anche dalla crisi delle istituzioni politiche spagnole che è propria di questo periodo.

- Euronews: Il futuro della monarchia spagnola sembra sempre più compromesso. Secondo lei in che modo la famiglia reale potrebbe uscire da questo impasse con dignità? Senza vedere precipitare il proprio prestigio?

- Vallespín: “Se dalla sentenza si deduce che il giudice non ha privilegiato le persone imputate, penso che ciò mostrerebbe all’opinione pubblica che sono cittadini normali. Sarebbe una buona cosa per la monarchia e potrebbe compensare in parte o totalmente, il danno che si è prodotto. Però, indubbiamente, il problema è che questo caso va associato a tutta una serie di scandali e soprattutto a un tema che davvero preoccupa la popolazione, ovvero se Re Juan Carlos è in condizione di poter esercitare le sue funzioni costituzionali.

- Euronews: Considera poco probabile un’abdicazione del Re?

- Vallespín: La considero poco probabile e personalmente non mi sembrerebbe prudente. Credo che la Spagna prima o poi per molte ragioni, di cui forse la principale è la sfida sulla sovranità catalana, dovrà affrontare seriamente una riforma costituzionale. Finché questa riforma non verrà attuata, non sarebbe prudente l’abdicazione del Re. Sempre che mantenga le capacità fisiche necessarie per poter portare al termine le proprie funzioni nel modo in cui sono stabilite dalla Costituzione”.

Signor Vallespín molte grazie