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Tel Aviv: nuova protesta contro il giro di vite sull'immigrazione

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Tel Aviv: nuova protesta contro il giro di vite sull'immigrazione

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Erano almeno diecimila i migranti africani scesi in piazza per il secondo giorno consecutivo a Tel Aviv. Ieri erano in 30 mila. Hanno protestato contro la politica d’immigrazione israeliana con una marcia davanti alle ambasciate straniere.

“Siamo sfuggiti alla guerra, siamo sfuggiti al genocidio, quindi siamo rifugiati. Il governo israeliano deve riconoscerci lo status di rifugiati, incluso il diritto al lavoro, ai servizi sociali, sussidi. Staremo qui finché non cambierà la situazione nei nostri paesi di origine”.

I migranti sono originari principalmente di Eritrea e Sudan. Denunciano il rifiuto delle autorità di esaminare le richieste d’asilo. Una competenza passata nel 2009 dall’Agenzia dell’Onu per i Rifugiati al ministero degli Interni.

“La maggior parte di questi immigrati -ha dichiarato il ministro per gli Affari Strategici – è venuta qui illegalmente, alla ricerca di lavoro. Stiamo cercando di gestire la situazione e di incoraggiare, non di forzare, ma di incoraggiare, la loro partenza”.

Secondo una legge votata il 10 dicembre, gli immigrati clandestini possono essere detenuti fino a un anno senza processo. Secondo le autorità sarebbero 60 mila, 4 mila sono stati espulsi o spinti a partire nel 2012.