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Israele. 30.000 immigrati in piazza contro detenzione preventiva

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Israele. 30.000 immigrati in piazza contro detenzione preventiva

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La chimera dell’accoglienza nei Paesi democratici.Oltre 30.000 persone a Tel Aviv, immigrati da vari Paesi africani, hanno manifestato in Piazza Rabin per chiedere al governo di esaminare le loro richieste di asilo politico in Israele.

In base alla legge votata il 10 dicembre, gli immigrati clandestini posso restare fino a un anno in detenzione preventiva, senza alcun processo.

“Chiediamo che il governo israeliano faccia 3 semplici cose” dice un cittadino eritreo. “Primo, che cancelli la nuova legge e liberi chi è stato arrestato. Secondo, che esamini le richieste di asilo in modo giusto e trasparente. Terzo, che rispetti i basilari diritti umani compreso il diritto al lavoro, ai servizi sanitari e così via”.

Non sono solo gli immigrati a manifestare. “Il problema è che le persone che chiedono il rispetto dei diritti umani e vengono in un Paese democratico in cerca di un luogo sicuro vengono mandate in prigione, sono trattate come prigionieri, criminali, come un cancro, come addirittura dicono alcune persone qui in Israele” spiega Noa Erental, studentessa.

La posizione del Premier Benjamin Netanyahu è di totale intransigenza sul tema. “Queste persone non sono rifugiati ma gente che infrange la legge e contro le quali agiremo nel pieno rispetto della legge” ha detto.

Nel 2013 Israele ha espulso oltre 2.600 immigrati e ha contemporaneamente concluso la costruzione di una barriera elettrica di 230 chilometri lungo il confine con l’Egitto.