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Hong Kong contro Pechino per suffragio universale

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Hong Kong contro Pechino per suffragio universale

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Migliaia di persone hanno marciato per le vie di Hong Kong il primo giorno dell’anno, per chiedere le dimissioni del capo dell’esecutivo in nome della democrazia.

La popolazione di Hong Kong vuole nominare i propri candidati al governo della regione amministrativa speciale cinese, democraticamente.

Pechino in passato aveva promesso di dare la possibilità ai residenti di scegliere il loro leader a partire dal 2017, ma finora non è stata stabilita alcuna tabella di marcia o accordo su come procedere.

Johnson Yeung, l’organizzatore della protesta ha tenuto a precisare: “Oggi chiediamo a gran voce il suffragio universale e di nominare i nostri candidati. Un sistema che garantirebbe la non interferenza nelle elezioni”.

Peter Tsui, 65 anni protesta perchè: “Ogni governatore che abbiamo avuto non andava bene, perchè nominato da Pechino. Se riuscissimo a scegliere chi ci governa da soli potrebbe andare tutto molto meglio”.

Il governo cinese ha rigettato la richiesta, perchè l’elezione diretta dei rappresentanti di Hong Kong sarebbe contraria ai principi della legge nazionale.

Circa 50mila persone hanno voluto dimostrare le proprie intenzioni in un referendum, che potrebbe non avere alcun riscontro e culminare nella chiusura totale in segno di protesta di uno dei distretti commerciali piú importanti dell’Asia.