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Lettonia, benvenuto euro tra nostalgia e paure

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Lettonia, benvenuto euro tra nostalgia e paure

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Pagare in euro gli acquisti o ritirare del contante dalle banche: con il 2014 la Lettonia dà il benvenuto alla moneta unica che fa il suo ingresso nella vita economica quotidiana dei suoi oltre 2 milioni di abitanti. È la seconda repubblica baltica a entrare nell’area euro, dopo l’Estonia nel 2011. La Lettonia è il diciottesimo Paese ad adottare la moneta comune, introdotta nel 1999.

Non senza preoccupazione e nostalgia, Riga dice addio al Lats, la valuta nazionale, entrata in vigore nel 1991 e simbolo dell’indipendenza dall’Unione Sovietica. Si teme un generalizzato rialzo dei prezzi: “In tutti gli altri Paesi che sono passati all’euro prima di noi, i prezzi sono aumentati. È molto probabile che si alzino anche qui e questo è un male,” dice un residente di Riga.

Questo è il pensiero diffuso anche nella città di Valka, al confine fra Lettonia ed Estonia, divisa in due parti: una lettone e l’altra estone chiamata Valga. I prezzi nell’area estone sono aumentati. Il problema, tuttavia, resta un altro, secondo il vicesindaco Viesturs Zarins: “Io non sono ottimista. Il problema principale è la disoccupazione. E non vedo come l’euro possa risolverlo.” Tra il 2008 e il 2010 la Lettonia ha attraversato una crisi pesantissima, con un esodo di massa dal Paese che ha toccato livelli record di disoccupazione. Il risanamento dei conti è stato possibile grazie agli aiuti internazionali e a un severo programma di austerità che si è tradotto in aumento delle tasse, taglio della spesa e degli stipendi pubblici.

L’economia è in costante miglioramento: il Pil è cresciuto del 4,5% nel terzo trimestre del 2013 mentre nel 2009 era crollato del 19%. Il tasso medio di inflazione si è collocato all’1,3% nell’aprile 2013 mentre era quasi al 16% nel 2008. Diminuisce il tasso di disoccupazione che si attesta al 12% della popolazione attiva.

Alla sfiducia della maggior parte della popolazione, causata dalla recente crisi della zona euro, rispondono con delle rassicurazioni la Banca centrale della Lettonia e il governo. Gli investimenti stranieri aumenteranno e Riga potrà prendere capitali in prestito a tassi inferiori: questa è la promessa e l’aspettativa, per ora solo sulla carta.