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Fukushima recluta i senzatetto per i lavori più pericolosi

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Fukushima recluta i senzatetto per i lavori più pericolosi

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In una sola ora di lavoro, i liquidatori di Fukushima possono sorpassare il limite massimo annuale di radiazioni consentite. Tre anni circa dopo lo tsunami e l’incidente nucleare, ecco, forse, perché adesso la tepco cerca operai anche fra i senzatetto. Anche perché, se accettano, sono lavoratori a buon mercato, la paga rientra quasi tutta all’azienda, visto che le reclute devono pagarsi il vitto e l’alloggio:

“Siamo un facile bersaglio per chi va in giro a reclutare gente – dice un senzatetto – Siamo sempre qui intorno alla stazione, a girare con le nostre buste. Ci chiedono stai cercando un lavoro? Sei affamato? E se rispondiamo di sì poi ci offrono di andare a Fukushima”.

Yasu Hiro Aoki, un pastore battista che si occupa dei barboni tutti i giorni, è stato il primo a denunciare queste pratiche:

“Non sanno nulla dei pericoli potenziali, non vengono informati. Li sbattono semplicemente nei dormitori e poi gli trattengono nella paga, il costo dei pasti e della nottata passata al caldo. Alla fine del mese si ritrovano completamente senza niente”.

Il ministero dell’ambiente giapponese ha appena annunciato che ci vorranno almeno altri tre anni per terminare la messa in sicurezza dei punti più contaminati dell’impianto. Ciò vuol dire molti uomini da reclutare.