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Bulgari e romeni sono liberi di lavorare in Europa

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Bulgari e romeni sono liberi di lavorare in Europa

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Una data segnata sul calendario da sette anni. Il 2014 per i cittadini bulgari e romeni si traduce nella libertà di vivere e lavorare negli altri Paesi dell’Unione Europea. Dal 1° gennaio decadono le ultime restrizioni sull’arrivo di lavoratori da Romania e Bulgaria.
Marioara Tranca vive con la famiglia a Bucarest ed è impaziente: “Faro molti sacrifici per permettere a mio figlio di studiare nel Regno Unito. Se conseguirà il diploma o la laurea riuscirà ad avere un lavoro. La vita nel Regno Unito è diversa, si lavora meno e si guadagna molto di più rispetto al nostro Paese.”

L’Eurostat ha calcolato il salario minimo dei Paesi dell’Unione Europea che lo hanno già adottato: il più basso è quello della Bulgaria, 123 euro al mese, seguito dalla Romania con 158 euro al mese. Nel Regno Unito si può guadagnare fino a dieci volte di più. E in molti, come Biser Petrov che è un conducente di autobus, sono pronti a fare le valigie in cerca di una condizione migliore: “Vorrei andare nel Regno Unito per avere una vita normale con un salario adeguato. Nessuno qui riceve nemmeno la metà di quello che si può guadagnare lì.”

Bulgaria e Romania sono entrate nell’Unione Europea dal 1° gennaio 2007. È stato previsto un periodo transitorio di 7 anni con una serie di restrizioni alla libera circolazione ai fini di un’occupazione professionale. Migration Watch ha stimato 250mila arrivi nel Regno Unito nei prossimi cinque anni da questi due Paesi che restano i più poveri d’Europa con i livelli più bassi di pil pro capite e tassi di disoccupazione in linea con l’eurozona (12% il tasso di disoccupazione media): al 13,2% in Bulgaria, poco oltre il 7% in Romania. In Bulgaria sono in maggioranza i giovani con meno di 30 anni a voler varcare i confini, hanno una formazione scolastica superiore, come Rosen Yordanov che fa il progettista grafico, guarda al Regno Unito e non teme le campagne mediatiche che scoraggiano a partire: “Ho delle competenze specifiche e non mi faccio intimidire da certi attacchi a mezzo stampa in cui si annunciano onde di migranti, tutto questo non cambierà i miei piani.”

Il timore di Paesi come Regno Unito, Francia e Germania è di assistere a una vera e propria migrazione di massa di romeni e bulgari in condizione di estrema povertà che hanno diritto all’assistenza sociale. Ma questa paura potrebbe essere infondata come spiega Klaus J.Bade, esperto di migrazioni: “Nella sua totalità la migrazione dalla Romania e dalla Bulgaria non riguarda i poveri ma l‘élite. L’80% ha trovato un impiego in Germania, il 46% è in possesso di una qualifica professionale, il 22% è altamente qualificato e ha un titolo accademico.’‘

Eppure sono in molti a vivere ai margini. Come Mitko che ha lasciato cinque anni fa la Bulgaria per la Germania. Non ha mai trovato un lavoro e da allora la sua casa è la strada.