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Attentati Volgograd: interrogativi su sicurezza in Russia a 6 settimane da Sochi

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Attentati Volgograd: interrogativi su sicurezza in Russia a 6 settimane da Sochi

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Basterà la decisione di Vladimir Putin di aumentare le misure di sicurezza in tutta la Russia a mettere il Paese al riparo da una ondata di attentati? La volontà del Presidente di blindare le prossime Olimpiadi invernali di Sochi si scontra con la sfida dell’estremismo islamico del Caucaso.

Le 14 vittime dell’esplosione di un filobus a Volgograd a meno di 24 ore dall’attentato alla stazione ferroviaria della stessa città hanno fatto scattare una manifestazione di protesta che punta il dito contro l’impotenza delle istituzioni.

“I cittadini russi dovrebbero chiedere conto alle autorità non solo della legittimità delle misure di incremento della sicurezza ma della loro stessa esistenza nello stato attuale. È necessaria da tempo una riforma dell’intero sistema anti-terrorismo e delle leggi speciali” afferma Mikhail Yasin, l’organizzatore della protesta durante la quale diverse persone sono state fermate.

Misure di sicurezza che sono state aumentate anche nella capitale. Quelli di Volgograd sono gli atacchi più gravi in Russia dopo l’attentato all’aeroporto di Domodedovo che nel 2011 fece 37 morti.

“Sono molto preoccupato” dice un conducente di bus della capitale. “Sto sempre con gli occhi aperti. Ora guardo i passeggeri, li osservo. Controlliamo anche i filobus”.

Ma gli occhi restano puntati soprattutto nel Sud del Paese. Volgograd dista 700 chilometri da Sochi. I Giochi che si aprono fra 6 settimane non preoccupano solo la Russia. Dopo l’attentato di domenica alla stazione e quello di ieri su un filobus gli Stati Uniti hanno rinnovato l’invito a una maggiore collaborazione tra i servizi in vista dell’evento sportivo sulle rive del Mar Nero.