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Cina: stop alla legge sul figlio unico e ai campi di lavoro

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Cina: stop alla legge sul figlio unico e ai campi di lavoro

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La Cina rivede la legge sul figlio unico, in vigore dal 1980, e mette fine ai campi di lavoro per i detenuti senza processo.

A dare il via a queste storiche riforme è stato il Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo.

Sarà consentito avere due bambini, anche se limitatamente ai centri urbani e per le coppie nelle quali uno dei due coniugi è figlio unico.

La Cina risponde così al pesante ridimensionamento della sua popolazione attiva, lo scorso anno ridotta di 3 milioni. Di questo passo, secondo le previsioni, si arriverebbe a 140 milioni i lavoratori in meno nel 2030.

L’allentamento della legge era stato deciso a metà novembre dal Comitato centrale del Partito comunista (PCC), insieme all’abolizione dei campi di lavoro, attivi dal 1957.

Con questo sistema le persone potevano essere detenute, dopo la sola decisione della polizia e senza aver subito un processo, fino a 4 anni.

Le organizzazioni per i diritti dell’uomo hanno sempre denunciato la presenza di prigionieri politici.

D’altra parte, dice Amnesty International, l’abolizione dei campi di lavoro ufficiali non ne impedirà la nascita di altri sotto falso nome, ad esempio, di finti “centri di riabilitazione per tossicodipendenti”, “prigioni nere” illegali dove rinchiudere i dissidenti.