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Pussy Riot: "Resteremo in Russia, per lottare contro Putin e per i diritti"

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Pussy Riot: "Resteremo in Russia, per lottare contro Putin e per i diritti"

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Eleganti e con un look da brave ragazze. Così si sono presentate a Mosca davanti alla stampa le due giovani Pussy Riot scarcerate con 3 mesi di anticipo rispetto alla pena prevista di due anni, dopo l’amnistia approvata il 18 dicembre dalla Duma russa.

Nadezhda Tolokonnikova e Maria Aliokhina hanno indetto la loro prima conferenza stampa, presso la sede di una televisione vicina all’opposizione, per annunciare che resteranno in Russia, continueranno a combattere contro il regime di Putin e saranno impegnate in un progetto a difesa dei prigionieri politici e di tutti coloro che sono vittime di abusi nelle carceri russe.

Le due donne hanno invitato a boicottare i Giochi invernali, al via a Sochi il prossimo 7 febbraio. Perché anche la loro liberazione, è stata solo un’operazione-immagine di Putin.

Alla stampa, che chiedeva se il nuovo progetto umanitario delle ragazze del collettivo femminista fosse finanziato da Mikhaïl Khodorkovsky, Nadia Tolokonnikova ha risposto: “È un uomo forte, dalla personalità incredibilmente carismatica. Se collaborarerà con noi ci farà un grande onore, ma sarà una cooperazione a livello di scambio di idee e non di carattere finanziario”.

Il progetto, battezzato “Area of Rights”, sarà finanziato con il crowdfunding.

Le Pussy Riot hanno anche detto che a loro non dispiacerebbe vedere Khodorkovsky al posto di Putin e hanno biasimato il ruolo avuto dalla Chiesa ortodossa russa nella loro carcerazione.