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Egitto: 7 mila persone partecipano ai funerali delle vittime di Mansura

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Egitto: 7 mila persone partecipano ai funerali delle vittime di Mansura

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E’ stata la giornata della rabbia e della preghiera in Egitto, dopo l’attentato più sanguinoso dalla destituzione del presidente Morsi.

Sette mila persone hanno partecipato ai funerali delle 15 vittime dell’attacco contro la stazione di polizia di Mansura, nel nord del paese. I Fratelli Musulmani, ritenuti responsabili dell’attentato, sono entrati nuovamente nella lista delle organizzazioni terroristiche.
Il premier a interim Hazem el-Beblawi:

“Ci stiamo confrontando con una delle peggiori espressioni di terrorismo e non rimarremo in silenzio. Siamo pronti al confronto e chiunque abbia commesso questo attacco, sia esso un individuo o un gruppo, è un terrorista”.

Nonostante i Fratelli mussulmani abbiano negato ogni responsabilità, la rabbia dei residenti di Mansura si è rivolta contro le attività commerciali ritenute connesse all’organizzazione islamistalegata all’ex presidente Mohamed Morsi. Nello stesso giorno anche l’ex premier di Morsi, Hisham Qandil, è stato arrestato per una questione legata alla privatizzazione di un’azienda pubblica.

-“Quest’attacco prova che i Fratelli musulmani sono un’organizzazione terroristica” dice un residente del Cairo. “Non è questione di politica, ma di violenza”.
Un altro residente ha una visione completamete opposta:
-“Questa è la normale reazione in seguito all’utilizzo della forza da parte della polizia nel disperdere il sit in di Rabaah al-Adawiya. Ritengo che i reposnsabili siano il premier e il ministro della Difesa.

Secondo fonti della sicurezza locale, l’esplosione è stata causata da un’autobomba. Uno scoppio che oltre ai morti ha fatto anche 140 feriti.

L’attacco avviene mentre il paese si avvicina al referendum di gennaio sulla Costituzione. Una versione emendata aspramente criticata dai sostenitori del presidente deposto.