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Russia: libere, le Pussy Riot rilanciano le critiche a Putin

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Russia: libere, le Pussy Riot rilanciano le critiche a Putin

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L’amnistia di Putin ha fatto uscire di prigione anche le due Pussy Riot arrestate per “teppismo”. Ma la clemenza non ha fatto cambiar loro idea.

Appena fuori dal carcere anche Nadia – attesa da decine di giornalisti e cameraman – spara a zero sul governo russo, e bolla l’amnistia come un pezzo di propaganda in vista dei Giochi invernali di Sochi.

“E’ solo un altro spettacolo prima dei giochi olimpici. Come se cercassero di prevenire il boicottaggio dei paesi europei delle Olimpiadi russe. Ma lasciatemi ricordare quelli di cui non si parla abbastanza e che sono dimenticati, che debbono uscire di prigione perché non c’entrano niente col carcere”.

Commenti che fanno il paio con quelli della sua collega Maria, la quale annuncia di voler lavorare per la tutela dei diritti umani.

“Credo che mi impegnerò con le Ong e le associazioni per i diritti umani in maniera sistematica. Ma le techiche che useremo restano le stesse”

Arrestate per una performance punk in una chiesa ortodossa di Mosca, le tre dividono il paese.

“Se non scontano la pena per intero è una bestemmia. Sarebbe sbagliato”

“Per forza le hanno liberate, peccato ci sia voluta una amnistia. Ma non avrebbero nemmeno dovuto arrestarle”.

Per nulla intimorite dai mesi di carcerazione, le ragazze promettono di non fermarsi, nella loro battaglia per una Russia democratica.