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Khodorkosvy: "Non scendo in politica né torno agli affari. Aiutiamo i prigionieri politici"

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Khodorkosvy: "Non scendo in politica né torno agli affari. Aiutiamo i prigionieri politici"

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Non scenderà in politica, non tornerà a fare affari, ma cercherà di aiutare i prigionieri politici. Mikhail Khodorkosvy ha parlato pubblicamente domenica 22 dicembre per la prima volta dopo dieci anni di detenzione in una conferenza stampa a Berlino al Museo del Muro.
L’ex oligarca russo, graziato dal presidente Putin il 20 dicembre, ha ringraziato tutti coloro che si sono spesi per la sua liberazione.

“Non bisogna vedermi come il segno del fatto che in Russia non ci sono più prigionieri politici – ha detto – . Consideratemi come l’esempio di ciò che gli sforzi della società civile possono fare e cioè portare alla liberazione di persone detenute considerate senza più speranza”.

Khodorkosvy ha detto che non intende impegnarsi in politica né e che non tornerà a fare affari. “Nella mia carriera – ha detto – ho già raggiunto tutti i traguardi che potevo raggiungere”.

Dopo il suo discorso, è stato disponibile a rispondere alle domande dei giornalisti. Ed è tornato all’epoca del suo arresto: “Quello che tutti possono verificare, perché è un fatto pubblico, è che il 19 febbraio 2003 c‘è stata una riunione dal presidente Putin nella quale abbiamo avuto una conversazione piuttosto aspra. Due settimane più tardi è stata aperta un’indagine penale contro la compagnia Yukos. Questi sono i fatti, il resto sono interpretazioni”.

Khodorkosvy ha anche detto che nella richiesta di grazia non ha fatto alcuna ammissione di colpevolezza, anche perché avrebbe potuto mettere nei guai persone che avevano collaborato con Yukos.

Khodorkosvy a Berlino ha incontrato i genitori e ha dichiarato che deciderà assieme alla moglie e ai 4 figli dove andranno a vivere.