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Turchia: formalizzate accuse per altre sedici persone

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Turchia: formalizzate accuse per altre sedici persone

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Restano in carcere i figli di due ministri e l’amministratore delegato della principale banca pubblica turca: un tribunale di Ankara ha formalizzato le accuse nei confronti di sedici persone, arrestate nel corso di un’imponente retata anti-corruzione quattro giorni fa. Si aggiungono ad altre otto, già in attesa di processo. Per altri trentatré degli accusati è stato invece ordinato il rilascio. Tra questi ci sono anche il sindaco del distretto di Fatih, a Istanbul, e il figlio del Ministro dell’Ambiente.

Restano dunque in carcere Kaan Caglayan, figlio del Ministro dell’Economia, e Baris Güler, figlio del Ministro del’Interno.
Oltre a Suleyman Aslan, l’amministratore delegato della Halkbank.

Sono saltate anche molte teste nella polizia, nel più grande scandalo dell’era-Erdogan: il premier ha più o meno velatamente accusato un influente leader religioso, Fethullah Gülen, che ha ottime entrature nella polizia e nella magistratura e controlla una serie di scuole private la cui chiusura è stata proposta dal governo. Gülen è da tempo in guerra aperta con Erdogan.