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Turchia: Erdogan denuncia complotto

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Turchia: Erdogan denuncia complotto

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Restano in carcere i figli di due ministri e l’amministratore delegato della principale banca pubblica turca: il tribunale ha formalizzato le accuse nei confronti di sedici persone, arrestate nel corso di un’imponente retata anti-corruzione alcuni giorni fa. Si aggiungono ad altre otto, già in attesa di processo. Per altri trentatré degli accusati è stato invece ordinato il rilascio.

Il premier, Recep Tayyip Erdogan, è tornato a denunciare un presunto complotto:

“Ci sono delle reti nello Stato, sono state usate come delle società segrete in questo caso. Stiamo smantellando il loro gioco, nello stesso modo in cui abbiamo messo fine alle proteste di Gezi Park, adesso bloccheremo anche questo tentativo”.

Tra le persone in attesa di giudizio c‘è Baris Güler, figlio del Ministro degli Interni, oltre a Kaan Caglayan, figlio del Ministro dell’Economia, e anche Suleyman Aslan, l’amministratore delegato della Halkbank.

Il premier ha più o meno velatamente accusato un influente leader religioso, Fethullah Gülen, che ha ottime entrature nella polizia e nella magistratura e controlla una serie di scuole private la cui chiusura è stata proposta dal governo. Gülen è da tempo in guerra aperta con Erdogan.