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Proteste in Spagna. Il governo di Rajoy fa retromarcia sull'aborto

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Proteste in Spagna. Il governo di Rajoy fa retromarcia sull'aborto

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Proteste, critiche e reazioni a catena in Spagna dopo la decisione del governo conservatore di Rajoy di fare marcia indietro sull’aborto. Subito dopo il via libera al disegno di legge sono scesi in piazza gli anti-abortisti che plaudono alla decisione. La riforma, che deve avere ora il via libera dal Parlamento, rende di fatto l’interruzione di gravidanza un reato. Dunque sarà consentita solo in alcuni rari casi specifici: stupro o minaccia per la salute della madre.

Sul piede di guerra i partiti di opposizione e le associazioni che difendono la libertà della donna sul delicato tema dell’aborto.
“Ideologia? Si chiede questa attivista. Lasciate che ognuno di noi decida come meglio crede. Non è obbligatorio abortire. Ci sono ragioni differenti che spingono una donna a voler o a non voler abortire, forse in fondo nessuna donna lo desidera veramente.”

Finora in Spagna l’aborto era consentito senza restrizioni entro le prime 14 settimane. Ora questa misura, che non fa riferimento esplicito nemmeno ai casi di malformazione del feto, secondo diverse associazioni riporta il Paese indietro di 30 anni.