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Sud Sudan, scontri a Juba. Ai ferri corti il presidente e il suo vice

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Sud Sudan, scontri a Juba. Ai ferri corti il presidente e il suo vice

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Resta molto tesa la situazione nel Sud Sudan, dove gli scontri tra opposte fazioni avrebbero causato almeno 500 morti e 800 feriti, secondo le Nazioni Unite.

Nella capitale, Juba, diverse decine di migliaia di persone si sono messe in marcia per cercare riparo nelle due basi dei caschi blu dell’Onu.

Gli scontri, iniziati domenica a Juba, si sono diffusi anche in altre città, come Bor, nel 1991 teatro di un massacro di civili per scontri tra le tribù Dinka, a cui appartiene il presidente Kiir, e Nuer, da cui proviene il vicepresidente Machar.

Proprio i rapporti tesi tra i due sarebbero all’origine del confronto armato di questi giorni.

Dal canto suo, il capo dello stato del Sud Sudan nega che si tratti di un conflitto etnico.

Intervistato da una radio francese, il suo antagonista ha fatto appello ai concittadini affinché si mobilitino per rovesciare il governo in carica.

La crisi si sta sviluppando in un quadro di tensioni ancora irrisolte tra Sud Sudan e Sudan, che non si sono ancora accordati sui rispettivi confini territoriali e sulle risorse petrolifere provenienti principalmente dal Sud ma che vengono esportate soprattutto attraverso le infrastrutture del Nord.