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Corea del Nord, Dennis Rodman: non vado per parlare di politica

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Corea del Nord, Dennis Rodman: non vado per parlare di politica

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Rifiuta l’etichetta di ambasciatore per i diritti umani l’ex campione americano di basket, Dennis Rodman, arrivato a Pyongyang per il suo terzo viaggio in Corea del Nord.

Prima di partire, l’ex stella della NBA ha descritto la visita come “basketball diplomacy”. Ma ha anche chiarito che, a dispetto delle accresciute tensioni tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti, non intende sollevare alcun argomento politico, sotto il pretesto della sua sbandierata amicizia con il giovane leader nordcoreano Kim Jong Un.

Dal canto suo, il Dipartimento di Stato americano ha fatto sapere che quella di Rodman è un’iniziativa del tutto personale.

A Pyongyang, dove resterà fino a lunedì, Rodman vuole realizzare un documentario e allenare i migliori giocatori di basket del paese. Il suo viaggio è stato programmato prima dell’esecuzione per alto tradimento di Jang Song Thaek, zio ed ex tutore di Kim Jong Un. La fucilazione, pochi giorni fa, di questa figura tra le più influenti del regime, alimenta il timore che il governo sia spaccato da una lotta di potere.

L’ultimo viaggio di Rodman a Pyongyang era avvenuto a settembre, quando l’ex campione aveva cercato di intercedere per ottenere il rilascio di Kenneth Bae, un cittadino americano di origini sudcoreane, detenuto in Corea del Nord dal novembre 2012.