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Si all'amnistia dalla Duma russa. Riguarda anche Pussy Riot e attivisti di Greenpeace

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Si all'amnistia dalla Duma russa. Riguarda anche Pussy Riot e attivisti di Greenpeace

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La Duma russa ha approvato in via definitiva il progetto di amnistia proposto dal presidente Vladimir Putin.

La misura, in cui dovrebbero rientrare le Pussy Riot e gli attivisti di Greenpeace, viene criticata dalle opposizioni, che la bollano come una pura operazione di immagine.

“Serve a poter dire, alla vigilia delle Olimpiadi, che in Russia non ci sono prigionieri politici”, ha commentato un parlamentare dell’opposizione.

Il testo, che si applica anche alle due musiciste in carcere per oltraggio alla religione, concede l’amnistia ai condannati per reati che prevedono meno di 5 anni di reclusione e per gli imputati di reati minori ancora in attesa di giudizio.

Non sono esclusi i reati di “teppismo”, e per questo ne potranno beneficiare anche i 30 attivisti di Greenpeace, in carcere dopo aver simbolicamente attaccato una piattaforma petrolifera nel Mare Artico.

Resterà in carcere nonostante il provvedimento di clemenza l’ex ministro della Difesa Serdyukov. Non rientrano nell’amnistia infatti i reati di di corruzione.

Gli effetti della misura tuttavia entreranno in vigore entro sei mesi dalla firma del capo dello stato.