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Già finita la favola di BitCoin? Governi all'attacco, il valore crolla

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Già finita la favola di BitCoin? Governi all'attacco, il valore crolla

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Anche se virtuale, un bel gioco dura poco. Già finita la frenesia globale per BitCoin, la valuta elettronica concepita per vivere interamente in Rete al riparo dal giogo delle banche centrali nazionali? Così sembrerebbe, perché il fenomeno non è passato inosservato all’occhio dei governi.

Le autorità cinesi nei giorni scorsi ne hanno vietato le transazioni, costringendo la principale piattaforma di scambio, BTC China, a rifiutare depositi in moneta cinese.

La Danimarca ha annunciato che adeguerà le sue leggi anti-riciclaggio per far fronte alle novità e la Norvegia dice che, invece di riconoscerla come moneta in corso legale, ne tasserà le rendite finanziarie.

Il risultato è che, ancora una volta, parlare di volatilità diventa eufemistico. Un anno fa un BitCoin valeva 13,60 dollari. A inizio dicembre ha raggiunto il picco, oltre 1.100 dollari, per poi sprofondare, dopo il giro di vite degli Stati, circa della metà, intorno ai 550 dollari.

Le autorità europee, dal canto loro, stanno ancora valutando se e in che modo far ricadere la nuova moneta virtuale sotto la loro supervisione.

Per ora si sono limitate a ricordarne i pericoli: non esistono protezioni per i risparmiatori in caso di fallimento di una piattaforma di scambio, né compensazioni se qualcuno decide di piratare il vostro portafoglio elettronico.