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Siria: aiuti sospesi, per l'opposizione decisione è comprensibile

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Siria: aiuti sospesi, per l'opposizione decisione è comprensibile

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Il Consiglio Nazionale Siriano definisce comprensibile la decisione di Stati Uniti e Regno Unito di sospendere gli aiuti ai ribelli per il timore che finiscano nelle mani degli islamisti.
La decisione era stata presa dopo un presunto attacco del Fronte Islamico a una postazione dell’Esercito Siriano Libero, al confine con la Turchia. Ma l’Esercito Siriano Libero precisa: siamo stati noi a chiamarlo in aiuto contro i miliziani filo-Al Qaida.

“E’ molto comprensibile. Stati Uniti, Regno Unito e anche altri Paesi avranno a che fare solo con il rappresentante del consiglio supremo militare dell’Esercito Siriano Libero, il generale Selim Idris”, afferma Khaled Saleh, portavoce del Consiglio Nazionale Siriano. “Quindi aspettiamo che si trovi una soluzione a questa situazione. Ci sono colloqui in corso. Vengono prese in considerazione strategie per prevenire che tutto ciò accada di nuovo in futuro”.

L’Esercito Siriano Libero (Esl) è da tempo indebolito dal rafforzamento della frangia islamista della ribellione. Si tratta del Fronte Islamico, creato a novembre e poi uscito dallo stato maggiore della coalizione sostenuta dall’Occidente.
L’Esl perde dunque i cosiddetti aiuti non letali – cibo, uniformi, attrezzature mediche – dopo che sul terreno le truppe di Assad hanno riconquistato posizioni. Damasco giungerà dunque rafforzato alla conferenza di pace di Montreux in Svizzera, a fine gennaio.