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Il Parlamento Ue invia una delegazione in Iran

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Il Parlamento Ue invia una delegazione in Iran

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Il Parlamento europeo torna a inviare una propria delegazione in Iran dopo sei anni di congelamento delle relazioni diplomatiche. Un importante passo verso una possibile normalizzazione delle relazioni tra Bruxelles e Teheran.

L’accordo siglato a Ginevra il 24 novembre scorso è arrivato a seguito di una lunghissima serie di negoziati tra la comunità internazionale e il governo iraniano.

In vigore per i prossimi sei mesi, al termine dei quali potrà diventare permanente, il documento di Ginevra preserva Teheran da nuove sanzioni economiche e prevede la riduzione di quelle esistenti.

Da parte sua l’Iran ha accettato di ridurre al 5% la produzione di uranio arricchito e di esser pronto a neutralizzare le riserve accumulate. L’Iran ha anche annunciato di essere disposto a interrompere i lavori di costruzione del primo reattore nucleare e ha acconsentito al lascia passare quotidiano agli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica.

Alla base delle nuove relazioni tra l’Iran e la comunità internazionale- a esclusione d’Israele-sicuramente l’elezione del nuovo Presidente Rohani e della sua linea politica decisamente più aperta rispetto all’era Ahmadinejad.

In Iran sembra essere tornata la voglia di aprirsi al mondo come dimostra anche il ritorno di una delegazione di deputati europei nel paese.

Euronews ha intervistato Tarja Cronberg, presidente della delegazione dei rapporti con l’Iran che visiterà il paese.

Euronews
Che cosa si aspetta di ottenere da questo viaggio?

Tarja Cronberg
La delegazione del Parlamento europeo visita il paese, e i rappresentanti del paese vengono a visitarci. L’ultima volta sono stati gli iraniani a venire a Bruxelles. Ora è il nostro turno. E’ stata anche la nostra iniziativa.

Euronews
Cosa avete in agenda? Dove andrete e chi visiterete?

Tarja Cronberg
La cosa principale per noi è visitare il Parlamento iraniano, perché si parla del dialogo interparlamentare, ma vogliamo parlare anche con il governo e rappresentanti della società civile. Vogliamoo incontrare funzionari delle Nazioni unite che si occupano del traffico di droga e anche di funzionari di altre istituzioni.

Euronews
Intendete sollevare la questione dei diritti umani in Iran?

Tarja Cronberg
Certo! Vogliamo parlare di diritti umani nel Parlamento. E’ un punto di partenza importante per noi. spiegheremo il punto di vista del parlamento europeo Il governo iraniano è stato molto aperto a questo tipo di discussioni.

Euronews
Sono passati sei anni, oltre sei anni dall’ultima visita di deputati europei in Iran. Che cosa pensa che sia cambiato?

Tarja Cronberg
Penso che ci sia un’apertura verso l’Occidente, L’Iran è stato molto isolato in passato e ci sono state pressioni dall’Occidente per isolare completamente l’Iran. Ora che c‘è un’apertura, questo è il primo tentativo di vedere se funziona. Ci sono le condizioni per un buon dialogo.

Euronews
Ci sono altre obiettivi che sperate di raggiungere?

Tarja Cronberg
L’anno scorso il Parlamento europeo ha attribuito il premio Sakharov a favore della libertà di pensiero, a due attivisti iraniani il regista Jafar Panahi e l’avvocato difensore dei diritti umani Nasrin Sotoudeh. Speriamo di incontrarli.