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Ucraina. Un tè per scaldare la protesta

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Ucraina. Un tè per scaldare la protesta

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Se la rivoluzione ucraina richiede tempi lunghi, l’approvigionamento dei rivoluzionari diventa una necessità. La protesta degli europeisti a Kiev deve affrontare la neve, il freddo e un’incerto destino quanto alla durata nella mobilitazione. Tra le barricate si distribuiscono tè, caffè, panini. Ma anche gli esercenti del centro di Kiev si dimostrano collaborativi.

“Nel ristorante non entra la politica nè i partiti” spiega Natalya Nevyadoska, proprietaria di un ristorante. “È un posto aperto a tutti dove rilassarsi e mangiare qualcosa. Non chiediamo a nessuno che partito appoggi. Ci limitiamo a creare un’atmosfera nella quale le persone si possano sentire tranquille e al sicuro”.

“Vengo qui giusto per una pausa dalla routine del lavoro rivoluzionario” dice un giovane “per bere un caffè. Beh, il caffè potrei berlo anche alle barricate, ma qui mi posso anche ricaricare psicologicamente”.

“Non è mai capitato che un gestore o un inserviente ci mandassero via. Al contrario, ci indicano le toilette e ci offrono una tazza di tè gratuitamente” dice un altro manifestante.

Di tanto in tanto si assiste anche a scene che lascierebbero ben sperare sulla riconciliazione di un Paese diviso tra europeisti e filo russi, tra manifestanti e polizia anti-sommossa. Gli agenti rifiutano gentilmente l’offerta di un vassoio di tramezzini, ma il gesto pare importante.