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Rep. Centrafricana: missione difficile, Hollande "evitare carneficina"

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Rep. Centrafricana: missione difficile, Hollande "evitare carneficina"

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La missione nella Repubblica Centrafricana è necessaria. Parola di François Hollande.

Il capo dell’Eliseo è atterrato a Bangui per rendere omaggio alle salme dei due soldati francesi uccisi nell’ambito della missione di disarmo dei ribelli islamici dell’ex gruppo Seleka.

“La missioni sono sempre pericolose, lo sappiamo – ha detto il Presidente francese appena giunto nella capitale della Repubblica Centrafricana – Questa missione è necessaria se vogliamo evitare una carneficina”.

La visita di Hollande dimostra che l’intervento è più difficile del previsto. I miliziani hanno smesso le uniformi e si confondono tra la popolazione. Considerati da molti centrafricani come veri e propri occupanti venuti dai vicini Ciad o Sudan, gli ex Seleka – in maggioranza musulmani – circolano armati.

Nel Paese è l’ora delle rappresaglie e a farne le spese sono anche i soldati della forza di pace panafricana: “Siamo qui per proteggere la popolazione, ma ci sparano addosso – racconta un soldato della forza internazionale – Non è normale. Non sappiamo chi siano, sono dei civili a sparare”.

Una moschea è stata distrutta dalla popolazione, dopo che si era sparsa la voce che i miliziani vi nascondessero armi. Il Paese è nel caos da quando, nel marzo scorso, i ribelli islamisti hanno preso il potere e destituito il presidente Francois Bozizé. In molte località si sono formati gruppi di autodifesa, soprattutto cristiani che però attaccano anche i civili musulmani e le loro attività. Da qui le ritorsioni sanguinose degli uomini Seleka, che prendono di mira la popolazione civile nei villaggi più isolati.