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Brasile 2014: allarme sicurezza a sei mesi dal calcio d'inizio

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Brasile 2014: allarme sicurezza a sei mesi dal calcio d'inizio

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Le violenze sugli spalti durante la partita Atletico Paranaense-Vasco da Gama hanno riportato in primo piano la questione sicurezza a sei mesi dal fischio d’inizio dei Mondiali in Brasile.

Il presidente della Repubblica Dilma Rousseff non ha nascosto la sua preoccupazione e ha ipotizzato l’approvazione di norme più severe negli stadi, tra cui l’arresto in flagranza in caso di violenze e la creazione di una delegazione di tifosi per prevenire gli scontri.

“E’ importante chiarire che il sistema che utilizzeremo per garantire la sicurezza nel corso del Mondiale è del tutto differente dalle misure attuate per le partite di campionato in Brasile – sottolinea Andrei Rodrigues, responsabile della sicurezza per i grandi eventi -. Per la Coppa del Mondo seguiremo le procedure già utilizzate nel corso della Confederations Cup. In questo modo eviteremo che si ripetano gli episodi di violenza degli ultimi giorni”.

Oltre alla questione della violenza negli stadi, negli ultimi mesi il governo ha dovuto fari i conti con il malcolntento dei brasiliani, scesi in piazza a migliaia per manifestare contro le inefficenze della pubblica amministrazione e lo spreco di denaro per le infrastrutture dei Mondiali.

A tutto questo si aggiungono i continui ritardi nei lavori: a sei mesi dal calcio d’inizio il Brasile resta un cantiere aperto. Più della metà degli stadi sarà completata con mesi di ritardo, mentre non si contano più gli incidenti nel corso dei lavori. Nell’ultimo, avvenuto qualche giorno fa a San Paolo, dove si giocherà la gara inaugurale del torneo, hanno perso la vita due operai.