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Il palmares di Marrakech

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Il palmares di Marrakech

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Dopo una veloce retrospettiva dei momenti forti della 13esima edizione del Festival Internazionale del Film di Marrakech il presidente della giuria Martin Scorsese ha reso omaggio alla grande famiglia del cinema nel corso di una cerimonia grandiosa.

La Stella d’Oro è andata al regista sudcoreano Lee Su-Jin per il suo gioiello “Han Gong -Ju”. “Sono molto contento di ricevere questo premio a Marrakech e da questa giuria”, ha detto il vincitore. “Sono molto contento di aver partecipato a questo festival internazionale del film di Marrakech”. Il film racconta le disavventure di una giovane liceale che si scontra con la famiglia, lascia la casa paterna e scopre il suo talento di cantante.

I film americani “Blue Ruin”, dello statunitense Jeremy Saulnier e “The Swiming Pool”, del cubano Carlos Machado Quintela hanno avuto ex-aequo il premio della Giuria. “È incredibile vincere qui un premio – commenta Quintela – non mi rendo conto di quello che significa, forse me ne rendero’ conto quando tornero’ domani a casa dopo 17 ore di volo con 3 aerei. Non so neanche se lo merito questo premio”.

Durante una giornata di vacanze 4 adolescenti con menomazioni fisiche si ritrovano attorno a una piscina in compagnia dei loro istruttori di nuoto. Sono personaggi che rivelano progressivamente i loro legami.

Il regista italiano Andrea Pallaoro ha ricevuto il premio per la migliore sceneggiatura col suo “Medeas”. “Sono cosi’ felice – commenta – questo premio significa tanto per me perchè è stata una gara e per i film che in competizione ma anche per l’incredibile giuria, registi che mi hanno ispirato fin da quando ero piccolo, e avere un premio da loro è un sogno”.

Nella profonda provincia americana un allevatore, fatica a mantenere intatta la famiglia: la giovane moglie è sempre più chiusa in se stessa, mentre i figli sognano una via d’uscita al silenzio in cui vivono. Ogni personaggio dovrà confrontarsi col conflitto sempre più pericoloso fra libertà e controllo.

Premio della migliore interpretazione a Slimane Dazi e Didier Michon per la loro performance in “Fièvres” di Hicham Ayouch. “Il trofeo è pesante e bello”, dice Dazi. “Abbiamo vissuto dei bei momenti qui a Marrakech, mi sento sinceramente toccato da questa accoglienza e sono onorato per il riconoscimento che condivido col mio piccolo Didier”.

Benjamin, 13 anni è un soldatino in guerra contro la vita, contro gli adulti anche contro se stesso. Un giorno la madre va in prigione e rivela ai servizi sociali e a Benjamin l’esistenza di suo padre un uomo di una quarantina d’anni che vive senza genitori in una periferia parigina.

La svedese Alicia Vikander ha ricevuto il premio per l’interpretazione femminile col suo ruolo in “Hotel” di Lisa Langseth. “Sono molto felice – svela – è un onore e non solo essere qui col mio film, che significa molto per me, ed è anche un grande onore per la cinematografia scandinava. Avere questo premio da questa giuria per me è veramente una cosa grande”. L’attrice interpreta il ruolo di Erika che pur avendo fatto carriera come decoratrice d’interni cerca nelle frequentazioni di uno strano gruppo sadomaso un condimento piccante alla sua vita.

La giuria del cortometraggio ha reso il verdetto che ha premiato “BAD”, opera di 22 minuti di Ayoub Lahnoud e Alaa Akaaboune. I due giovani autori sono studenti della Scuola superiore di arti visive di Marrakech. “Siamo contentissimi – dice Akaaboune – abbiamo lavorato molto su questo film ed ecco siamo stati ricompensati. Ci piacerebbe continuare, lavorare e fare film sempre insieme”. Nel plot la vita infernale di un ragazzo sordo nel priodo elettorale nel quadro di un quartiere da poveracci.