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Sporche guerre

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“Dirty Wars” è un docufilm del reporter americano Jeremy Scahill, national security correspondent per The Nation. Nel 2010 è in Afghanistan, in luoghi in cui nessun giornalista aveva mai messo piede e scopre la bugia dietro la versione ufficiale: non è il delitto d’onore la causa della morte di due donne incinte. Sono state uccise in un raid notturno condotto da droni americani. Cosi’ cresce la consapevolezza dell’esistenza di un commando militare specializzato in attacchi “mirati”.

Jeremy Scahill, produttore e giornalista:
“Concludiamo il film con una serie di domande che abbiamo percepito essere state poste tempo fa. Soprattutto adesso che siamo a 12 anni dall’11 settembre. Per quanto tempo continueremo a cercare di fornire le libertà in nome della nostra sicurezza? Qual è la relazione tra il rendere sicura la nostra società e lasciare in libertà la società? Credo che abbiamo raggiunto il culmine della crisi soprattutto perchè uno come Obama è il presidente degli Stati Uniti che ha vinto il premio nobel ed è avvocato costituzionalista e sta validando alcuni dei peggiori aspetti della politica antiterroristica di Bush e Cheney”.

Il film che ha vinto il premio per la cinematografia del Sundace Film Festival segue passo a passo il lavoro di Scahill attorno al mondo parlando con i familiari delle persone che sono state uccise nel corso dei raid americani. Si tratta di un viaggio che sconvolge il 39enne realizzatore dell’opera.

Jeremy Scahill, produttore e giornalista:
“ Non credo che l’obiettività si riesca sempre a raggiungere. Penso che sia un concetto falso. Ho cercato di abbracciare un’idea che portasse la gente in questo processo d’inchiesta giornalistica e attraverso i pedaggi da pagare per affrontare questo di lavoro”.

“Dirty Wars” è già in distribuzione in Europa.