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Ucraina, opposizione divisa: un'ipoteca per la protesta popolare

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Ucraina, opposizione divisa: un'ipoteca per la protesta popolare

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Nove anni dopo la Rivoluzione arancione, gli ucraini sono tornati in strada a sfidare il potere costituito. Nel 2004, due mesi di proteste di massa riuscirono a mettere fine alla presidenza Yanukovich e a far eleggere alla più alta carica dello Stato uno dei leader della rivoluzione, Victor Yushenko.

Se l’obiettivo oggi è più o meno lo stesso, la differenza è che mancano leader capaci di incarnare la domanda di cambiamento che parte dalla società civile. Da qui la difficoltà di trasformare la protesta in atto politico. Tanto più che i tre esponenti dell’opposizione hanno orizzonti diversi, come dimostrano le loro biografie.

Arseny Yatsenyouk, attualmente alla guida della seconda forza politica del paese, è stato ministro e capo del parlamento. Oleg Tyahnibok dirige un partito ultra-nazionalista. Mentre Vitali Klitchko è un ex campione dei pesi massimi di boxe con ambizioni presidenziali.

Un solo obiettivo li accomuna: “Faremo di tutto e chiediamo la collaborazione di tutti – afferma Klitschko – per convincere chi ne ha il potere a prendere i provvedimenti necessari a far dimettere il governo”.

Resta da capire come riusciranno a dare legittimazione politica alla richiesta di elezioni anticipate, dopo la sconfitta incassata martedì scorso in Parlamento, quando la mozione di sfiducia contro il governo non ha ottenuto i voti sufficenti: soltanto 186 invece di 226. Non tutti i parlamentari dell’opposizione, infatti, l’hanno sostenuta, a riprova delle divergenze esistenti tra le varie formazioni.

I loro dirigenti, tutti sulla quarantina, non possiedono né il carisma, né la coesione per essere una vera minaccia. Klitchko, fondatore del partito Oudar, che significa “pugno”, sta emergendo come il capofila della protesta. Dalla sua ha la reputazione di aver fatto fortuna in modo onesto, ma la sua esperienza politica è limitata, come quella Tyahnibok, noto per le sue posizioni razziste e antisemite. Quanto a Yatsenyuk, è penalizzato dal confronto con la Tymoshenko, che sostituisce alla testa del partito. Euronews lo ha incontrato a Kiev.

Sergio Cantone, euronews: L’opposizione in questo Paese è tradizionalmente divisa, avete avviato una discussione per un programma comune e, forse, un candidato comune?

Arseny Yatsenyuk: L’opposizione agisce in concerto, nonostante la divisione in diverse fazioni e in diversi partiti. Ma l’ordine del giorno è lo stesso per tutti noi: integrazione europea e valori europei per un Paese nuovo

Euronews: I canali di comunicazione con l’Unione europea sono ancora aperti e per voi questo è molto importante. Ma lei crede veramente che questo governo abbia intenzione di concludere un accordo con l’Europa?

Arseny Yatsenyuk: È un bluff. È stato un bluff fin dall’inizio. Questo Presidente non ha mai avuto alcun incentivo e alcun motivo nel firmare un accordo di associazione con l’Unione europea. Il vero obiettivo di Ianukovich è ottenere il secondo mandato da Presidente. Per raggiungere questo obiettivo ha bisogno, un disperato bisogno, di denaro, perché il paese è in una situazione finanziaria disperata e l’unica possibilità di ottenere questo denaro nel mondo occidentale è il Fondo monetario internazionale. Ma l’Fmi ha delle richieste molto precise: riformare il paese, fermare la corruzione e, soprattutto, mettere i conti in ordine aumentando le tasse. Una richiesta impopolare che si rifletterebbe negativamente sulla popolarità del Presidente. Questo significa che ha bisogno di un’altra fonte di sostegno finanziario. E l’unica alternativa è la Russia.

Euronews: Pensa che esista la possibilità di indire elezioni anticipate in Ucraina?

Arseny Yatsenyuk: Le elezioni presidenziali e parlamentari anticipate sono l’obiettivo finale. Ma siamo realisti, sappiamo che non è impresa facile far cadere questo presidente. Yanukovich non si dimetterà mai, ma se il popolo ucraino continuerà a protestare, a lottare per la propria libertà e i propri diritti civili, e centinaia di migliaia di persone continuerranno a manifestare pacificamente contro questo governo, contro questo presidente e per l’integrazione europea, possiamo raggiungere il nostro obiettivo.

Euronews: Chi ha ordinato alla polizia antisommossa di intervenire in piazza Maidan sabato scorso e di aggredire i giornalisti?

Arseny Yatsenyuk: Qualcuno che opera nel ministero degli Interni e nella segreteria del consiglio per la sicurezza nazionale”.

Euronews: L’ordine è venuto dall’alto, direttamente dal Presidente?

Arseny Yatsenyuk: Credo che i responsabili di quell’intervento siano i suoi più stretti collaboratori, come il consigliere per la sicurezza nazionale, Kluiev, e i più alti vertici delle forze dell’ordine.