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Vedova Arafat chiede verifica incrociata su avvelenamento leader palestinese

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Vedova Arafat chiede verifica incrociata su avvelenamento leader palestinese

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Un rapporto scioccante rispetto alle conclusioni degli svizzeri secondo la vedova di Arafat. Nessuna sorpresa invece per Israele.

Il rapporto degli esperti francesi sulla morte di Yasser Arafat non poteva che dividere: nessun indizio permette di avvalorare la tesi dell’avvelenamento. È questo il risultato dell’inchiesta condotta dagli specialisti francesi che ha fatto seguito alla denuncia contro ignoti depositata a luglio 2012 da Suha Arafat, vedova del leader palestinese.

“È facile immaginare quanto possa essere sconvolta dalle contraddizioni che vengono dai migliori specialisti europei in materia” ha detto Suha Arafat. “Il mio avvocato chiederà dunque che le conclusioni degli esperti francesi vengano incrociate con quelle dell’equipe svizzera”.

Alla morte di Yasser Arafat all’ospedale militare di Percy de Clamart, a Parigi, l’11 novembre 2004, non venne eseguita alcuna autopsia. Un fatto che alimentò l’idea dell’avvelenamento di cui i palestinesi hanno sempre accusato i servizi israeliani. Tesi ribadita ad inizio novembre da Tawfiq Tirawi, responsabile palestinese dell’inchiesta sulla morte di Arafat, quando gli specialisti svizzeri hanno reso pubblico il loro rapporto: su una sessantina di campioni prelevati dal corpo di Arafat avevano trovato quantità di Polonio 210 fino a 20 volte superiori alla norma.